«Ma il grande schermo non può morire»

Caro Carlo Verdone, come è messo con i dvd, blu-ray, video on demand, pay per view...?
«Alt. Io sono di una vecchia generazione, il cinema mi piace vederlo al cinema. Se non sento una certa condivisione con gli altri, non mi piace. Vedere i film da solo mi mette tristezza».
Ma la comodità del salotto...
«Credo anch'io che il futuro sarà il video on demand. Finirà però che si farà tutto a casa e non si uscirà più. In più la pirateria è un fenomeno sempre in aumento. Ma io preferisco sempre una bella e comoda sala cinematografica. L'importante è che sia confortevole, ho visto che nel Nordest ci sono le migliori sale d'Italia. A Roma alcune hanno i sedili strappati».
Che ne pensa dell'uscita in contemporanea di «Alice in Wonderland» in dvd e sul satellite in pay a poche settimane dalla sala?
«Se è un caso isolato va bene, ma se diventa un dato di fatto a quel punto lo spettatore potrebbe chiedersi: "Che ci vado a fare al cinema se posso vedere il film a casa?". Oppure: "Perché prendere il dvd?"».
Infatti proprietari di videoteche sono in allarme...
«Poveracci hanno perfettamente ragione. Se fossi uno di loro mi sarei suicidato, è mortificante. Certo è un'epoca in cui cambia tutto, il dvd è già vecchio, c'è il blu-ray. Siamo nell'era dell'aggiornamento, ci troviamo spiazzati anche noi».
Lei nella capitale ha diretto un cinema che, non a caso, si chiama Roma.
«L'ho fatto per tre anni. E avrò sempre un bel ricordo. Ho lanciato molti giovani e i conti erano sempre in attivo. Pensi che ho programmato il primo film con Leonardo Di Caprio inventandone il titolo italiano, Buon compleanno, mr. Grape».

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