Grazie Paul: ora tutti sanno la differenza tra polpo e polipo

Otto su otto per l'indovino. L’octopus vulgaris: un animale dalle capacità adattative straordinarie e di grande intelligenza. Che si pronuncia senza i

Grazie Paul: ora tutti sanno la differenza tra polpo e polipo

Chi l’avrebbe detto che un insignificante mollusco, cui prestiamo attenzione soltanto quando andiamo al ristorante, sarebbe diventato una delle star dei mondiali in Sudafrica? Se chiedo a mia mamma, che quasi nulla sa di calcio, chi è la stella dell’Olanda o il funambolico distributore di palla della Spagna, sono certo mi guarderà stupita, chiedendosi se la sto prendendo in giro. Ma se le chiedo chi è Paul e che cosa ha pronosticato le si spalancherà la bocca in un sorriso e non farà confusione tra polpi e polipi.

Sì, perché il polpo è una cosa e il polipo è un'altra faccenda. Quello che noi abitualmente chiamiamo polipo, in realtà, nella lingua italiana, si chiama polpo. I polipi non hanno nulla a che fare con tentacoli e ventose, ma appartengono zoologicamente a un altro phylum rispetto al polpo, che è un mollusco: i polipi sono sostanzialmente gli anemoni di mare, le madrepore (i coralli della famosa barriera) e uno stadio avanzato delle meduse. Il polpo, invece, detto anche piovra, è proprio quello presente praticamente in tutti i mari, specie nelle profondità abissali, che raggiunge i 15-20 cm di lunghezza e il metro per quanto riguarda i tentacoli. Esistono però individui che possono raggiungere i 3 metri totali e i 25 kg di peso. L’Octopus vulgaris (questo il suo nome scientifico) ha un corpo arrotondato, flessibile, prevalentemente grigio, dotato di otto tentacoli e di una membrana natatoria con ventose. Normalmente si nasconde sui fondi rocciosi, nelle fessure degli scogli e cambia frequentemente colore, passando dal grigio al marrone, dal rosso al giallo, in funzione degli atteggiamenti che vuole tenere. Si tratta talvolta di mimetizzarsi oppure di efficaci forme di comunicazione che già ne fanno intuire una certa «intelligenza».

Paul ha indovinato anche la vincente della finale (otto pronostici esatti su otto): che il polpo abbia capacità adattative straordinarie e quindi una sorta di intelligenza eccezionale, su questo tutti gli studi scientifici concordano. È stato dimostrato che il polpo comune ha la capacità di apprendere sé sottoposto a test di apprendimento associativo quando lasciato libero di guardare il comportamento dei suoi simili o di altre specie, capacità che era stata dimostrata solo su alcuni mammiferi. Ci insegnano i pescatori che è capace di fuggire attraverso boccaporti e fessure ed è in grado di aprire i barattoli in cui sia stato messo del cibo. Tutto ciò è ancora più straordinario se si pensa che si tratta di un animale piuttosto solitario, dagli scarsi rapporti sociali.

Su ognuno degli otto tentacoli c’è una doppia fila di ventose che risulta unica invece nel «moscardino» da cui si differenzia rapidamente per questa caratteristica anatomica.

Famoso il suo inchiostro nero che espelle contro possibili predatori, meno nota la sua velocità di spostamento usando l'acqua espulsa con una sorta di sifone. Insomma, la conclusione è che quando andate al ristorante o in pescheria, d'ora in poi, non potrete più indicare quel «polipo» come fosse l’ultimo dei molluschi.

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