Greco si fa spazio nella fusione San-Intesa

Nicola Porro

da Milano

Mario Greco, il numero uno di Eurizon, difende con i denti il ruolo della sua creatura all’interno del nuovo colosso bancario San-Intesa. E carta e penna l’ha scritto ai suoi manager. Nella comunicazione di cui è entrato in possesso il Giornale ci sono alcuni elementi interessanti per capire il futuro di quella che si è candidata a essere la prima società del risparmio gestito in Italia. Andando subito al sodo Greco scrive: «I cda di Sanpaolo e Intesa hanno (...) approvato che i rapporti distributivi attualmente in essere sia con Eurizon che con i partner strategici di Banca Intesa, proseguiranno anche successivamente alla fusione, secondo quanto definito dai contratti esistenti... Ricordo - continua Greco - che in primavera abbiamo rinegoziato con Sanpaolo gli accordi di distribuzione riguardanti i nostri prodotti assicurativi e di asset management, definendo fee in linea con il mercato e una durata di nove anni».
Insomma Greco fa un passo avanti rispetto ai comunicati forniti al pubblico da Intesa e Sanpaolo il 26 agosto. Intesa, non avendo alcuna voce in capitolo su Eurizon, nel suo comunicato stampa non ha neanche citato la società. Sanpaolo, invece, ha aggiunto al comunicato fotocopia il punto nove: in cui però si limita a scrivere che sarebbe continuato il processo di quotazione di Eurizon. E non già che i contratti in essere, come rivela Greco, proseguiranno. Non si tratta di informazione di poco. La creatura di Greco, infatti, è una cosiddetta fabbrica di prodotto: costruisce prodotti finanziari che poi vengono collocati sul mercato. È inutile nascondersi che la rete di sportelli Sanpaolo è stata considerata sin dall’inizio la destinataria prima della produzione di Eurizon. Ecco perché Greco si affretta a dire ai suoi che gli sportelli riconosceranno commissioni e «privilegi» di distribuzione già decisi prima della fusione con Intesa.
Restano alcune questioni solo apparentemente tecniche. Come fanno i cda delle due banche ad aver valutato e approvato fin nel dettaglio una questione così di contorno, sia pure importante per Greco e i suoi manager? E perché se hanno deciso per il conservatorismo contrattuale non lo hanno comunicato al mercato? Si tratta forse di un automatismo?
Eurizon andrà infatti in Borsa e non appare notizia di secondo piano quella che Greco fornisce ai suoi dipendenti. E ancora. I rapporti di distribuzione che gli sportelli di Intesa hanno con il gruppo Generali, di cui indirettamente fa cenno Greco, subiranno la stessa immutabile sorte? E infine. Greco già sa che il futuro di Eurizon sarà comunque all’interno del nuovo gruppo Sanpaolo-Intesa. Altrimenti che senso avrebbe ribadire una costanza contrattuale.
Ieri mattina il numero uno del futuro colosso bancario, Corrado Passera, ha fatto una visita di un’ora in Consob: difficile che abbia affrontato aspetti di tale dettaglio.

Commenti