È stata un'altra notte di ansia e paura per i cittadini romeni che vivono lungo il confine che separa il loro Paese dall'Ucraina. Dopo il drone che a fine maggio si è schiantato contro un condominio del quartiere Mazepa di Galati, altri velivoli senza pilota inviati da Mosca per colpire obiettivi di Kiev hanno costretto Bucarest e la Nato a prendere adeguate precauzioni. Il Cremlino ha infatti condotto una serie di attacchi nei pressi della frontiera fluviale che divide la Romania dal territorio controllato dal governo ucraino. Le autorità romene hanno quindi emesso nella notte un'allerta per la popolazione nel nord della contea di Tulcea. Sono decollati due caccia Eurofighter Typhoon dell'Aeronautica militare italiana, schierati nella base dell'Alleanta Atlantica di Mihail Kogalniceanu, per monitorare la situazione.
Droni russi al confine con la Romania
"Nella notte tra il 13 e il 14 giugno, la Federazione Russa ha condotto una nuova serie di attacchi con droni contro obiettivi civili e infrastrutturali in Ucraina, nei pressi del confine fluviale con la Romania, nella contea di Tulcea", ha fatto sapere il ministero della Difesa Nazionale romeno in un comunicato stampa diffuso da DefenseRomania. Come detto, due caccia Eurofighter Typhoon dell'Aeronautica Militare Italiana, provenienti dalla Base 57 Mihail Kogalniceanu, e appartenenti al Servizio di Polizia Aerea, sono decollati alle 00:10 per monitorare la situazione aerea al confine con l'Ucraina.
Nel frattempo, le autorità romene hanno inviato un messaggio di emergenza RO-Alert ai residenti dell'area interessata alla minaccia per avvertire del possibile rischio di caduta di oggetti provenienti dallo spazio aereo. Gli aerei in volo, intanto, hanno supervisionato un gruppo di bersagli aerei a 12 km a est della città ucraina di Vylkove, nei pressi del confine romeno. L'allerta è terminata a notte fonda, poco dopo l'una, e i caccia italiani sono rientrati alla base intorno all'1.44. In base a quanto emerso, e a quanto dichiarato dal ministero della Difesa di Bucarest, non sono state rilevate violazioni dello spazio aereo romeno, né impatti al suolo sul territorio nazionale.
Una situazione delicata
Negli ultimi mesi si sono registrate ripetute attività di droni vicino al confine orientale dell'Unione europea. Lo scorso 5 giugno, per esempio, un drone ucraino di tipo Magura si è autodistrutto nel porto di Costanza, dove è situata un'importante base Nato rumena con una significativa presenza militare statunitense, dopo che il velivolo ha perso il controllo a causa di un'intercettazione da parte della Russia durante un'operazione nel Mar Nero. Nella notte tra il 28 e il 29 maggio, un drone si è schiantato contro un edificio residenziale a Galati provocando un incendio al decimo piano e ferendo un bambino e sua madre.
In relazione a fatti del genere, il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha dichiarato che l'Alleanza è "pronta a difendere ogni centimetro" del suo territorio. Bucarest ha invece affermato di aver chiesto alla stessa Nato di accelerare il trasferimento delle capacità anti drone.
Quanto sta accadendo sul confine romeno è un chiaro esempio di come la guerra in Ucraina si stia estendendo oltre la frontiera del Paese, in un contesto peraltro di crescente preoccupazione per la più ampia campagna di guerra ibrida condotta dalla Russia in tutta Europa.