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Negoziati Usa-Iran, Trump minaccia: "Se chiudete Hormuz non avrete più un Paese". La delegazione iraniana abbandona la sede dei colloqui

Vance ottimista: "Grandi passi avanti". Poi the Donald cambia il quadro e la delegazione iraniana ribatte: "Il nostro esercito è sempre pronto". Colloqui in stallo

Negoziati Usa-Iran, Trump minaccia: "Se chiudete Hormuz non avrete più un Paese". La delegazione iraniana abbandona la sede dei colloqui
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Al via i colloqui tra Iran e Usa per la finalizzazione dell'accordo di pace, di cui il memorandum già firmato nei giorni scorsi è solo il primo passo.

Il vicepresidente americano Vance è arrivato in Svizzera, dove erano già presenti Witkoff e Kushner, per trattare con la delegazione iraniana guidata da Ghalibaf e Araghchi. In Medio Oriente, la tensione rimane alta, con la Repubblica islamica che ha annunciato una nuova chiusura dello Stretto di Hormuz dopo i raid israeliani in Libano. Il Centcom Usa ha smentito.

Trump insiste, Meloni e l'Italia non ci sono stati a difenderci, non va bene

Donald Trump torna ad attaccare la premier Giorgia Meloni. "Dopo aver speso miliardi di dollari per la Nato, l'Italia e il suo premier non sembrano nemmeno disposti a prendere parte all'azione contro l'Iran e la sua seria minaccia nucleare. Da decenni li difendiamo, ma quando arriva il momento di difendere noi e il resto del mondo, non ci sono. Non va bene", ha detto il presidente sul suo social Truth.

La delegazione iraniana lascia i colloqui in protesta contro Trump

La delegazione negoziale iraniana ha lasciato la sede delle trattative in segno di protesta contro le minacce di Donald Trump. Lo riporta Tasnim citando una fonte vicina al team negoziale. I negoziati sono stati interrotti e rimangono in una situazione di stallo, ha aggiunto la fonte. 

Ghalibaf: "Trump stia attento a quello che dice, il nostro esercito è pronto"

"Non pensano forse che se le loro minacce avessero avuto un qualche effetto, non sarebbero arrivati a questo punto di disperazione? Non diamo peso alle minacce degli americani. Farebbero meglio a stare attenti alle loro dichiarazioni, le nostre forze armate sono pronte a rispondere. Qualunque cosa dicano, saremo noi ad agire". Lo scrive su X il capo negoziatore iraniano Mohammed Ghalibaf rispondendo alle minacce di Donald Trump

Sharif ringrazia Trump per la sua "leadership visionaria"

Il primo ministro pakistano, Shehbaz Sharif, che ha svolto un ruolo chiave di mediatore tra Washington e Teheran, ha ringraziato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, per la sua "leadership visionaria e molto dinamica che ha portato a questo incontro". "Credo che qui avremo discussioni proficue che, si spera, porteranno a risultati molto produttivi in futuro", ha dichiarato Sharif, secondo quanto riportato dal Guardian.

Trump valuta Siria per Hezbollah: "Israele non sa fare nulla senza abbattere edifici"

Donald Trump si è detto deluso dal fatto che Israele non riesca a neutralizzare Hezbollah. "Non sanno fare nulla senza abbattere edifici", ha detto in un'intervista a Fox tornando a criticare l'alleato e aprendo alla possibilità di dare carta bianca alla Siria. "Si riferisce all'idea di mettere il presidente siriano in condizione di intervenire concretamente nel Libano meridionale per combattere Hezbollah", ha spiegato il giornalista di Fox che ha intervistato il presidente.

Trump: "Dopo la scadenza dei 60 giorni posso fare quello che voglio in Iran"

Il presidente iraniano "farebbe meglio a tirare dritto, altrimenti ci prenderemo il suo paese". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Fox, sottolineando che dopo i 60 giorni fissati per i colloqui può fare "tutto quello che vuole"

Trump minaccia: "Iran fermi i suoi proxy in Libano o colpiremo ancora"

"L'Iran deve immediatamente fermare i suoi proxy ben pagati in Libano dal creare problemi. In caso contrario, colpiremo di nuovo l'Iran molto duramente, proprio come abbiamo fatto la scorsa settimana, ma con ancora maggiore forza". Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth. 

Trump all'Iran: "Se chiudete Hormuz non avrete più un Paese"

Donald Trump ha detto a Fox di aver parlato con gli iraniani nella notte, avvertendoli di non chiudere lo Stretto. "Se lo chiudete, non avrete più un Paese. Non riuscirete nemmeno a tornare nel vostro fottuto Paese", ha detto il presidente riferendo il suo messaggio a Teheran.

Trump, possiamo prenderci Hormuz se necessario e imporre pedaggi

Se l'Iran non raggiungerà un accordo, riscuoteremo pedaggi nello Stretto di Hormuz. Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Fox, senza escludere che gli Stati Uniti possano prendere il controllo dello Stretto. "Potremmo farlo, se necessario", ha aggiunto sottolineando che gli Stati Uniti potrebbero diventare i 'Guardian Angel' dello Stretto e prendersi il 20% del petrolio.

Vance: "Incontro storico, rimodellare il Medio Oriente con la diplomazia"

Il vicepresidente JD Vance parla di "incontro storico" in Svizzera e spiega che l'obiettivo degli Stati Uniti "è rimodellare il Medio Oriente attraverso la diplomazia. Ora immaginiamo un futuro di collaborazione per promuovere la pace e la prosperità"

Vance: "Trump ci ha chiesto di voltare pagina"

Donald Trump ci ha chiesto di "voltare pagina". Lo ha detto il vicepresidente JD Vance in Svizzera, sottolineando che gli Stati Uniti sono disposti a trasformare i rapporti con l'Iran se quest'ultimo rinuncerà al nucleare. 

Vance ringrazia Trump: "Non vogliamo tornare a fare le cose alla vecchia maniera"

"Voglio ringraziare Donald Trump perché ci ha messo nella condizione di trovare una soluzione per temi che stanno a cuore agli Stati Uniti e al resto del mondo. La questione ora è quanto altro possiamo ottenere in Medio Oriente". Lo ha detto il vicepresidente JD Vance in Svizzera, sottolineando che la "preferenza" degli Stati Uniti "non è tornare a fare le cose alla vecchia maniera".

Vance, abbiamo fatto progressi nelle ultime ore, speriamo di farne altri

"Abbiamo fatto progressi nelle ultime ore". Lo ha detto il vicepresidente JD Vance in Svizzera per i colloqui con l'Iran, augurandosi che ulteriori progressi possano essere fatti nelle prossime ore.

Media Iran, iniziati i colloqui con gli Usa sul Libano e i fondi congelati

L'Iran ha avviato a Lucerna i colloqui con gli Stati Uniti e il Qatar sul Libano e i fondi congelati. Lo rende noto la televisione di Stato iraniana.

Via ai colloqui sull'Iran, incontro tra delegazione Usa e Pakistan

Via ai primi colloqui sull'Iran al Bürgenstock Resort a Lucerna. Il vicepresidente JD Vance e gli inviati speciali Steve Witkoff e Jared Kushner hanno accolto i mediatori pakistani: il premier Shehbaz Sharif e il capo di stato maggiore dell' esercito, il Feldmaresciallo Asim Munir, secondo il pool di reporter che segue Vance. Si sono stretti la mano, abbracciati e ringraziati a vicenda. I giornalisti sono stati fatti entrare nella sala per meno di un minuto. Vance ha detto che parlerà con loro più tardi e non ha risposto a una domanda sul messaggio che avrebbe voluto rivolgere al premier israeliano sulle azioni militari in Libano.

Sondaggio, per il 92,1% degli israeliani l'Iran ha vinto la guerra

Secondo un sondaggio condotto dall'Istituto Agam in collaborazione con l'Università Ebraica tra il 17 e il 20 giugno e pubblicato oggi da Times of Israel, il 92,1% degli israeliani ritiene che Teheran abbia vinto la guerra o che ne sia uscita rafforzata, l'82,9% pensa che la campagna militare abbia indebolito la sicurezza a lungo termine di Israele e l'86,0% ha un'opinione negativa sul suo esito. Il 72,5% non crede al primo ministro Benjamin Netanyahu quando afferma che Israele ha conseguito risultati significativi e ha eliminato una minaccia esistenziale, mentre l'87,8% degli israeliani ritiene che il Paese non sia riuscito a raggiungere i suoi obiettivi o ne abbia raggiunti solo alcuni. Per quanto riguarda la performance di Netanyahu, il 56,4% ritiene che la gestione della campagna elettorale da parte del premier sia scarsa o fallimentare. Parallelamente il sondaggio rileva che il 48,2% degli israeliani è favorevole a una rinnovata azione militare su larga scala contro Hezbollah, anche a rischio di uno scontro con il presidente statunitense Donald Trump.

Pezeshkian, non rinunceremo mai a diritto di arricchire uranio

Pezeshkian ha ribadito che Teheran è disposta a fornire garanzie che il Paese non sta cercando di costruire un'arma nucleare, pur insistendo sul fatto che l'Iran non avrebbe rinunciato al suo diritto di arricchire l'uranio. "Ciò che gli Stati Uniti chiedono è che l'Iran non costruisca una bomba atomica. Questo non è nulla di nuovo, e possiamo anche dichiarare per iscritto che non abbiamo intenzione di costruire una bomba", stando a quanto si legge sul sito web ufficiale della presidenza.

Idf, scoperto tunnel con armi in villaggio nel sud del Libano, uccisi 20 terroristi

L'esercito israeliano rende noto di aver scoperto sotto il villaggio di Majdal Zoun, nel distretto di Tiro, nel sud del Libano, un tunnel sotterraneo profondo 25 metri con centinaia di armi e quattro postazioni di lancio puntate verso Israele: "le truppe stanno operando nell'area, in conformità con gli accordi vigenti, a circa 10 chilometri all'interno del territorio libanese". "Il villaggio - riferisce l'Idf - era stato fortificato e disseminato di infrastrutture terroristiche, il ritrovamento costituisce un'ulteriore prova della strategia deliberata di Hezbollah di collocare infrastrutture militari e terroristiche all'interno di aree civili". Nel corso dell'operazione sono stati uccisi oltre 20 membri di Hezbollah, tra cui più di 10 appartenenti all'unità Radwan, la forza d'élite dell'organizzazione. Smantellate oltre 50 infrastrutture terroristiche, tra cui postazioni di osservazione e depositi di armi.

Media Teheran, Hormuz resta chiuso fino a nuovo ordine

L'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Fars, citando fonti militari, riferisce che lo Stretto di Hormuz "rimane chiuso e la Marina delle Guardie Rivoluzionarie non rilascerà permessi di transito fino a nuovo avviso".

Delegazioni Teheran e Usa arrivate a Burgenstock per colloqui

La delegazione negoziale americana guidata dal vicepresidente JD Vance e la sua controparte iraniana guidata da Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del parlamento iraniano, sono arrivate nella località lacustre di Bürgenstock in Svizzera insieme ai mediatori di Pakistan e Qatar. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri svizzero citato dal New York Times. I colloqui tra le parti - viene spiegato - dovrebbero iniziare nel corso della mattinata.

In Svizzera il tema centrale dei colloqui sarà il Libano

Gli Stati Uniti non sono stati in grado di garantire un cessate il fuoco in Libano e questo sarà il tema centrale nell'incontro in Svizzera: lo riporta l'agenzia Irna citando il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghaei, secondo cui saranno discussi anche altri temi, come le deroghe per la vendita del petrolio iraniano e lo sblocco degli asset iraniani congelati.

Media Iran, lo stretto di Hormuz resta chiuso

Lo stretto di Hormuz rimane chiuso: lo riferisce l'agenzia iraniana Fars citando una fonte militare, secondo cui la Marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane non ha autorizzato il transito di alcuna nave.

Vertici Pakistan arrivati in Svizzera per colloqui

Il premier pakistano Shehbaz Sharif e il capo dell'esercito, Asim Munir, sono arrivati in Svizzera per prendere parte ai colloqui tra Stati Uniti e Iran. I due "parteciperanno ai colloqui di alto livello sull'attuazione del Memorandum d'Intesa di Islamabad", come ha scritto sui social l'ufficio del premier, riferendosi all'accordo-quadro tra Washington e Teheran per porre fine alla guerra.

Teheran agli Usa, rispettare l'accordo o subirne le conseguenze economiche

Teheran non accetterà un accordo sulla carta a meno che Washington non rispetti pienamente i suoi impegni. Lo afferma Mohammad Mokhbar, consigliere e assistente della Guida Suprema iraniana, alla vigilia dei colloqui in Svizzera. In un post su X, Mokhbar ha affermato che gli Stati Uniti comprendono la pressione in termini economici. "Gli americani comprendono meglio il linguaggio dell'economia e del rapporto costi-benefici", ha scritto. "Se l'accordo rimane solo sulla carta, anche il flusso di energia in Medio Oriente si fermerà", sostiene Mokhbar. "I nostri negoziatori non saranno soddisfatti se non con la piena attuazione degli impegni e il rispetto dei diritti della nazione", ha aggiunto. Mokhbar ha anche ricordato le vittime del conflitto, affermando che l'Iran non le dimenticherà.

Libano: raid israeliani sulla Bekaa e su Rashidieh, 7 morti

Il Centro operativo di emergenza del Ministero della Salute pubblica libanese ha annunciato che i raid aerei israeliani sulla città di Sohmur, nella Bekaa occidentale, hanno provocato la morte di cinque persone, tra cui un bambino, una donna e due anziani, e il ferimento di una persona. Il centro ha inoltre riferito che un raid aereo nella zona di Rashidieh, nel distretto di Tiro, ha causato la morte di due persone di nazionalità palestinese. È quanto riporta l'agenzia libanese Nna.

Vance arrivato in Svizzera per colloqui con delegazione Teheran

Il vicepresidente statunitense JD Vance è atterrato in Svizzera per contribuire all'avvio dei negoziati con la delegazione iraniana sul programma nucleare di Teheran. I colloqui mirano a consolidare un accordo provvisorio per porre fine alla guerra. Ai negoziati partecipano anche mediatori del Qatar e leader pakistani.L'arrivo di Vance è stato ritardato a causa dell'escalation dei combattimenti in Libano tra Israele e Hezbollah. La situazione resta tesa, con l'Iran che afferma di aver richiuso lo Stretto di Hormuz, mentre il Comando Centrale degli Stati Uniti che sostiene che il traffico continua.

Smotrich, resteremo per anni nelle zone che controlliamo in Libano

Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich promette che Israele rimarrà nella zona di sicurezza che controlla all'interno del Libano per gli anni a venire e non si ritirerà nemmeno di fronte a una richiesta esplicita in tal senso da parte degli Stati Uniti. In un'intervista al quotidiano degli ultra ortodossi 'Makor Rishon' pubblicata nel fine settimana, secondo quanto riporta 'The Times of Israel' Smotrich aggiunge che, a suo avviso, una richiesta del genere da parte degli Stati Uniti non arriverà, perché "capiscono quali sono le nostre linee rosse". Alla domanda se l'esercito rimarrà in Libano per anni, il ministro di estrema destra risponde: "Sì, e lo dico in qualità di persona che sta attualmente conducendo negoziati sulla gestione del bilancio della difesa per il prossimo decennio". Alla domanda se Israele debba istituire avamposti militari e intere basi nella zona di sicurezza, Smotrich risponde: "Assolutamente sì. Rimarremo lì finché Hezbollah non si disarmerà, e penso anche oltre, perché abbiamo bisogno di confini difendibili". "Finché Hezbollah non si disarmerà, non ci sposteremo di un millimetro. Questa - conclude Smotrich - è la posizione del primo ministro e del ministro della Difesa, e anche la mia, e siamo determinati a mantenerla".

Ghalibaf in Svizzera su volo con livrea in ricordo bambini scuola Minab

Il capo dei negoziatori iraniani Mohammad Ghalibaf è arrivato a Zurigo in Svizzera su un aereo con la livrea dedicata ai 168 bambini morti in seguito a una raid su una scuola di Minab. "Considero i bambini innocenti di Minab e tutti i martiri del caro Iran come persone che vegliano su ogni mia azione e comportamento in ogni istante. Ci vedono e si aspettano qualcosa da noi", ha scritto Ghalibaf su X. "Dio non voglia che io possa mai disonorare i martiri innocenti e il popolo iraniano, e che io possa ricongiungermi ai miei compagni, con cui attendo con ansia la riunione, con la coscienza pulita.

Libano: raid aerei israeliani, sette morti

Sette persone sono morte nei raid aerei israeliani in Libano. Cinque persone, tra cui un bambino e una donna, sono state uccise in una città del Libano orientale mentre due palestinesi nella regione di Tiro, nel sud del Paese. E' quanto fa sapere il ministero della Salute. Gli attacchi sono avvenuti prima di una pausa osservata da un corrispondente dell'Afp a fine giornata, quando l'esercito israeliano ha ricevuto l'ordine di cessare i combattimenti con Hezbollah nel Libano meridionale, pur continuando a operare nella zona a scopo "difensivo".

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