La strategia militare di Kiev scuote il Cremlino. L’Ucraina continua a lanciare attacchi contro obiettivi in profondità sul territorio russo - ultimo in ordine cronologico il blitz contro una raffineria di petrolio vicino Mosca - ed espande i raid contro strade e ferrovie strategiche, sino a oltre 160 chilometri dal fronte, usate dall’esercito della Federazione per rifornire le sue truppe. Un’operazione, quest’ultima, definita “lockdown logistico” dagli ucraini, che, grazie all’impiego di droni sempre più all’avanguardia, sta causando carenze di carburante, complicando le rotazioni dei soldati e riducendo l’attività militare russa sul fronte.
La controffensiva di Zelensky si starebbe concentrando lì dove tutto è cominciato: in Crimea. Kiev sta infatti usando la sua flotta di velivoli senza pilota per bloccare le vie di rifornimento verso la penisola occupata nel 2014 dalla Russia con l’obiettivo di isolarla completamente dal resto del territorio della Federazione. Decine i camion e treni colpiti lungo l’autostrada principale, denominata Novorossiya (Nuova Russia), che passa attraverso il “ponte di terra” russo in direzione della Crimea con i social media invasi da video di autocisterne in fiamme e di file di auto incolonnate per ore nei pressi delle stazioni di servizio.
Gli analisti spiegano che Kiev ha impiegato i droni contro le vie di rifornimento e i ponti dopo aver identificato la penisola occupata come uno dei colli di bottiglia più vulnerabili. La Crimea è il principale snodo logistico e base operativa per le operazioni militari di Mosca nell'Ucraina meridionale e, per gli esperti, isolare la penisola dalla Russia potrebbe comportare un indebolimento delle forze della Federazione nell’area. Le mosse di Kiev punterebbero inoltre ad infrangere l’illusione di sicurezza nella regione dimostrando che il Cremlino non è in grado di proteggere un territorio così nevralgico.
Kiev sostiene che il traffico sulla principale autostrada che porta alla penisola sia diminuito di due terzi dall’inizio dell’offensiva ucraina. Una decina di giorni fa l’esercito ucraino ha affermato che i suoi droni hanno stabilito il controllo aereo sulla sezione del percorso terrestre utilizzato dalle forze russe complicando notevolmente il rifornimento dell’esercito occupante e le consegne di carburante nella penisola. L’esercito ucraino ha dichiarato che spera di ottenere il “pieno controllo” dell’autostrada Novorossiya entro un mese ma gli esperti fanno notare che per raggiungere tale obiettivo servirebbero molti più droni.
Le vie di comunicazione finite nel mirino di Kiev non vengono usate solo dai militari ma anche dai civili. Come riferisce il New York Times, alcuni dei numerosi turisti che si sono recati di recente in Crimea si sono trovati intrappolati nella penisola a causa della crisi dei rifornimenti energetici.
In un video pubblicato su Instagram, una travel blogger ha mostrato le tante stazioni di servizio non funzionanti. Immagini che stanno già avendo pesanti conseguenze sul turismo nella regione. Stando alle stime, quasi l’80% delle prenotazioni nell’ultima settimana di maggio e nella prima settimana di giugno sono state cancellate.