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Israele martella il Libano senza sosta. Esplosioni a Teheran già oltre mille morti

A Beirut nel mirino postazioni e depositi del Partito di Dio. Nel Sud il blitz di terra

Israele martella il Libano senza sosta. Esplosioni a Teheran già oltre mille morti
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Una o due settimane. È quanto prevedono di impiegare Israele per annientare il regime di Teheran. Una o due settimane di martellamenti continui, sperando che bastino. E il possibile coinvolgimento militare dei Paesi del Golfo nei prossimi giorni, almeno secondo quanto riporta il Times of Israel. Una o due settimane che costeranno caro a Israele: 9,4 miliardi di shekel (circa 3 miliardi di dollari) a settimana, se le restrizioni imposte a livello nazionale rimarranno in vigore.

Per ora gli attacchi si succedono come fosse il primo giorno, e invece siamo al sesto. L'Idf si concentra sull'Iran occidentale, da dove vengono lanciati i missili contro lo Stato ebraico, mentre gli Usa si dedicano sull'Iran meridionale, da dove vengono attaccate le loro basi. L'Idf ieri ha lanciato varie ondate di bombardamenti contro Teheran, dove sono state udite esplosioni fin dall'alba. Colpiti obiettivi militari, tra cui depositi di armi e sistemi di difesa aerea. A Isfahan distrutte due strutture di stoccaggio dei missili balistici avanzati Ghadr. Abbattuto un caccia YAK-130 dell'aeronautica iraniana nei cieli di Teheran. Bersagliato anche un importante complesso militare iraniano a Teheran, che ospita i centri di comando delle Guardie Rivoluzionarie, della Forza d'élite Quds e della forza paramilitare Basij. Attacchi anche a Karaj, Qom, Behbahan, Kermanshah, Khorramabad, Shiraz e Tabriz. Israele ha annunciato di aver eliminato Rahman Mokadam, capo della divisione operazioni speciali dei Guardiani della Rivoluzione, l'uomo dietro il tentato assassinio di Trump alla vigilia delle residenziali del 2024. La Mezzaluna Rossa parla di 1.045 morti fino a ieri.

Emergono intanto dettagli sull'attacco di sabato, che sarebbe stato concordato nel corso di una telefonata il 23 febbraio tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu per approfittare della circostanza che sabato mattina la Guida suprema Khamenei e i suoi consiglieri si sarebbero incontrati in un determinato luogo a Teheran, offrendo la possibilità di ucciderli tutti in un colpo solo. E il ministero della Difesa israeliano Israel Katz ha fissato già nuovi target: «Qualsiasi leader nominato dal regime iraniano per sostituire Ali Khamenei sarà un bersaglio inequivocabile da eliminare. Non importa come si chiama e dove si nasconde».

Molto caldo anche il secondo fronte, quello che vede Israele impegnata in Libano contro le milizie di Hezbollah, finanziate da Teheran. Arrestate almeno 13 persone legate alla milizia in quella che viene descritta dall'Idf come una operazione senza precedenti in Libano. L'Idf ha attaccato Aramoun e Saadiyat, nella zona del Monte Libano, uccidendo almeno 6 persone e ferendone altre otto, un edificio di quattro piani nella città di Baalbek sotto il controllo di Hezbollah nel Libano orientale con almeno 11 morti e un numero imprecisato di persone intrappolate sotto le macerie, e un hotel nella periferia di Beirut, ad Hazmieh, dove è rimasto ucciso un diplomatico iraniano vicino all'ex premier Najib Miqati.

Continuano anche le operazioni di terra: l'esercito israeliano è entrato nella città di Khiam, nel sud del Libano, a circa sei chilometri dal confine. Israele ha anche reso noto che potrebbe prendere di mira il valico tra Siria e Libano di Jdeidet Yabous, che Damasco ha provveduto a chiudere.

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