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Medio Oriente dispiegamento aereo americano più grande dall'invasione dell'Iraq nel 2003. Trump: "Tra 10 giorni scopriremo cosa succede con l'Iran"

Gli Stati Uniti hanno ammassato forze in Medio Oriente e l’esercito è pronto a colpire l’Iran già questo weekend, ma Donald Trump non ha ancora deciso e Washington attende una risposta scritta da Teheran sui negoziati per evitare l’escalation

Medio Oriente dispiegamento aereo americano più grande dall'invasione dell'Iraq nel 2003. Trump: "Tra 10 giorni scopriremo cosa succede con l'Iran"
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Cresce la tensione tra Stati Uniti e Iran, mentre Israele alza il livello dello scontro verbale.

Secondo fonti americane, Donald Trump potrebbe autorizzare un attacco già nel weekend, con le forze Usa ormai schierate nella regione. Netanyahu avverte Teheran: in caso di errore, la risposta sarà “inimmaginabile”. L’Europa invoca la diplomazia, ma il rischio escalation è concreto.

Wsj: Trump valuta attacco limitato per costringere l'Iran all'accordo

Donald Trump valuta un iniziale attacco limitato per costringere l'Iran a trattare e accettare le richieste americane nell'accordo sul nucleare. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali l'attacco, se autorizzato, potrebbe avvenire nell'arco di giorni e prendere di mira alcuni siti militari e governativi. Se Teheran continuasse a rifiutarsi di negoziare, allora gli Stati Uniti risponderebbero con un attacco su vasta scala, potenzialmente volto a rovesciare il regime.

Trump: "Tra 10 giorni circa scopriremo cosa succede con l'Iran"

"Scopriremo cosa succede con l'Iran tra circa 10 giorni": lo ha detto Donald Trump parlando al Board of Peace, sostenendo che Teheran non può avere l'arma atomica.

Trump, dobbiamo fare accordo o accadranno brutte cose

Con l'Iran "dobbiamo fare un accordo significativo, altrimenti accadranno brutte cose". Lo ha detto Donald Trump parlando alla riunione inaugurale del Board of Peace per Gaza.

Netanyahu, se Teheran ci attacca affronterà risposta inimmaginabile

"Siamo preparati a qualsiasi scenario e una cosa è certa: se gli ayatollah commettono un errore e ci attaccano, dovranno affrontare una risposta che non possono nemmeno immaginare". Lo ha affermato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, durante la cerimonia di laurea dei cadetti dell'Idf. Lo riporta il Times of Israel. Netanyahu ha aggiunto che Israele sta “operando fianco a fianco con il nostro principale alleato, gli Stati Uniti” per affrontare la minaccia iraniana.

Katz: "L'Idf resterà nella zona di sicurezza a Gaza per sempre"

"L'Idf resterà nella zona di sicurezza a Gaza per sempre": lo ha dichiarato il ministro della Difesa Israel Katz parlando alla cerimonia di fine corso ufficiali. "Abbiamo decapitato la leadership dell'organizzazione terroristica degli Houthi in Yemen e rimosso le minacce di distruzione contro lo Stato di Israele nell'operazione in Iran. Non permetteremo minacce di annientamento contro Israele nemmeno in futuro, e agiremo contro ogni minaccia, vicina o lontana". "Dico a tutti i nostri nemici: non mettete alla prova né noi né la nostra determinazione", ha aggiunto.

Gli Usa si attendono una proposta scritta dall'Iran

Si prevede che l'Iran presenterà una proposta scritta su come risolvere la situazione di stallo con gli Stati Uniti in seguito ai colloqui Usa-Iran di Ginevra di martedì: lo ha dichiarato un alto funzionario statunitense a Reuters. I principali consiglieri per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti si sono incontrati mercoledì nella Situation Room della Casa Bianca per discutere dell'Iran e hanno ricevuto l'informazione che tutte le forze militari statunitensi dispiegate nella regione dovrebbero essere in postazione entro metà marzo, ha affermato il funzionario.

Media, conclusa l'esercitazione navale congiunta Iran-Russia

Un'esercitazione militare navale tra la Marina della Repubblica islamica e quella della Russia nel mare dell'Oman si è ufficialmente conclusa. Lo riferisce l'agenzia iraniana Mehr. Durante la cerimonia di chiusura, la nave portaelicotteri russa "Stoiky" è stata scortata fuori dalla zona dell'esercitazione da unità di superficie iraniane. L'esercitazione è stata condotta per "ampliare la diplomazia marittima, le interazioni militari e lo scambio di competenze operative" tra i due Paesi mentre funzionari russi e iraniani hanno ribadito il loro impegno a proseguire la cooperazione congiunta in materia di sicurezza marittima. Sempre secondo Mehr, il portavoce del Cremlino, Dimitry Peskov, ha dichiarato che l'esercitazione era stata pianificata molto prima delle recenti tensioni tra Teheran e Washington, che da settimane ha schierato nelle acque del Medio Oriente la portaerei Lincoln e diversi dispositivi militari.

L'Ue ufficializza: i pasdaran iraniani nella lista dei terroristi

A seguito dell'accordo politico al Consiglio Affari esteri del 29 gennaio, il Consiglio Ue ha deciso oggi formalmente di aggiungere il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche (Irgc) dell'Iran all'elenco dei gruppi terroristici dell'Ue. L'Irgc sarà inoltre soggetto a misure restrittive nell'ambito del regime di sanzioni antiterrorismo dell'Ue. Ciò comprende il congelamento dei suoi fondi e delle altre attività finanziarie o risorse economiche e il divieto per gli operatori dell'Ue di mettere risorse a disposizione del gruppo. Lo comunica il Consiglio Ue al termine della procedura scritta che ha concluso l'iter delle sanzioni.

Egitto, sul nucleare iraniano il dialogo resta la migliore opzione

L'Egitto continua a dare "pieno sostegno" a "tutti gli sforzi volti a promuovere il dialogo e a risolvere le preoccupazioni riguardo al nucleare iraniano attraverso canali diplomatici e politici", auspica una de-escalation tra Usa e Iran e un allentamento delle tensioni nella regione. Lo ha detto il ministro degli Esteri egiiziano Badr Abdelatty incontrando a New York la sua omologa britannica, Yvette Cooper. L'Egitto - ha aggiunto - sostiene "la mobilitazione regionale e internazionale a sostegno di una risoluzione pacifica e consensuale della questione nucleare iraniana, sottolineando che il dialogo rimane l'opzione fondamentale per prevenire qualsiasi escalation nella regione". Durante l'incontro si è parlato anche di Gaza e Sudan, nonchè di relazioni bilaterali, con l'Egitto che spinge per rafforzare la cooperazione bilaterale e gli investimenti britannici nel Paese. A questo proposito, ha proposto di organizzare un evento economico di alto livello che riunisca le principali società britanniche.

Forze armate tedesche riducono al minimo presenza in Iraq

A causa del rischio di un'escalation militare tra Stati Uniti e Iran, le forze armate tedesche hanno ridotto al minimo la loro presenza nel vicino Iraq. Secondo Der Spiegel, mercoledì soldati tedeschi sono stati nuovamente trasferiti dall'Iraq alla vicina Giordania. Fonti militari hanno affermato che, a causa della persistente alta tensione, ulteriore personale non essenziale per la missione è stato evacuato da Erbil, nel nord dell'Iraq. Le Forze Armate tedesche stanno supportando lo sviluppo dell'esercito locale in Iraq nell'ambito di una missione Nato. Ad eccezione di alcuni elementi a Baghdad, la maggior parte del personale della Bundeswehr è di stanza a Erbil, nel nord a maggioranza curda. La Bundeswehr aveva già ridotto la sua presenza a Erbil all'inizio di febbraio. "La sicurezza dei nostri soldati è sempre la nostra massima priorità", ha dichiarato un portavoce della Bundeswehr. Pertanto, "per motivi di sicurezza e per ridurre al minimo i potenziali rischi, il personale non critico per la missione" viene ridistribuito. La situazione continua a essere attentamente monitorata, ha aggiunto il portavoce due settimane fa. Secondo un rapporto sulla situazione citato da Der Spiegel, all'inizio di febbraio, le forze armate tedesche si trovano ad affrontare una "minaccia indiretta" per la Bundeswehr a causa dell'uso condiviso delle basi con le forze statunitensi. In passato, la leadership iraniana ha ripetutamente tentato di attaccare le forze statunitensi nel nord dell'Iraq con missili in situazioni di tensione. A causa della crescente minaccia di un attacco statunitense contro l'Iran, è stato deciso di ritirare ancora più truppe. Secondo il rapporto, fonti militari hanno indicato che mercoledì è stato inviato in patria un numero limitato di soldati. Il ministero della Difesa ha confermato le notizie secondo cui l'esercito tedesco ha trasferito i soldati dal nord dell'Iraq. Secondo un portavoce del ministero, “ulteriore personale del nostro contingente è stato temporaneamente ritirato da Erbil”. La città di Erbil, popolata in maggioranza da curdi, si trova a circa 120 chilometri dal confine iraniano.

Ue: escalation militare in Iran metterebbe a rischio stabilità della regione

"L'Ue sostiene che un accordo sostenibile sul nucleare iraniano possa essere raggiunto attraverso la diplomazia, ma l'Iran deve dimostrare serietà". Lo ha detto il portavoce della Commissione Ue per gli Affari esteri, Anouar El Anouni, parlando alla stampa a Bruxelles. "Un'escalation militare rischia di avere pesanti conseguenze sulla stabilità della regione. Bisogna dare una chance alla diplomazia: tutte le parti in causa dovrebbero astenersi dal compiere azioni che potrebbero portare a un'escalation", ha aggiunto.

Crosetto: "Timori per l'Iran, speriamo pressione funzioni"

"Siamo tutti preoccupati per ciò che succede e per ciò che può succedere in Iran. Mi auguro che si sia ancora nella fase della pressione, perché l'Iran faccia delle scelte che tutto il mondo auspica". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto a margine dell'inaugurazione dell'anno accademico della Scuola ufficiali dell'Arma.

Tusk ai polacchi, lasciare immediatamente il Paese

I cittadini polacchi presenti in Iran dovrebbero lasciare immediatamente il Paese. È quanto ha detto il premier polacco, Donald Tusk, avvertendo che a causa del rischio di un conflitto l'evacuazione potrebbe non essere più possibile nel giro di poche ore. Lo riferisce la tv polacca. "Lasciate immediatamente l'Iran e non recatevi in questo Paese in nessuna circostanza", ha affermato Tusk.

Esercitazioni militari Iran-Russia in Golfo Oman e Oceano Indiano

Esercitazioni militari con la Russia oggi per l'Iran. L'agenzia di stampa di Stato iraniana Irna riporta che le forze iraniane e i marinai russi conducono operazioni nel Golfo di Oman e nell'Oceano Indiano allo scopo di "migliorare il coordinamento operativo e lo scambio di esperienze militari". La Cina aveva partecipato all'esercitazione 'Security Belt' negli anni precedenti, ma non è stato confermato che abbia partecipato a questa edizione delle manovre. Nei giorni scorsi una nave che sembrava essere una corvetta russa di classe Steregushchiy è stata avvistata in un porto militare nella città iraniana di Bandar Abbas. L'Iran ha anche emesso un avviso di lancio di razzi ai piloti della regione, suggerendo che nell'esercitazione fosse previsto il lancio di missili anti-nave.

Wsj, dispiegamento aereo Usa più grande da invasione Iraq nel 2003

Gli Stati Uniti stanno inviando un numero significativo di caccia e aerei di supporto in Medioriente, raccogliendo la più grande potenza aerea nella regione dall'invasione dell'Iraq del 2003. Lo scrive il Wall Street Journal (WSJ), secondo cui gli Usa sono pronti ad agire contro l'Iran, ma il presidente Donald Trump non ha ancora deciso se ordinare attacchi o, nel caso li ordinasse, se l'obiettivo sarebbe quello di fermare il programma nucleare iraniano, di distruggere la sua forza missilistica o di cercare di rovesciare il regime. Il Wall Street Journal sottolinea anche che i leader iraniani vogliono raggiungere un accordo nucleare con gli Stati Uniti, ma si stanno anche affrettando a prepararsi alla guerra nel caso in cui i negoziati tra i due Paesi fallissero. "Teheran sta schierando le sue forze, distribuendo il potere decisionale, fortificando i suoi siti nucleari e intensificando la repressione del dissenso interno. Queste mosse riflettono la convinzione dei suoi leader che sia in gioco la sopravvivenza stessa del regime", scrive il WSJ.

Nyt, la portaerei Gerald Ford proteggerà Tel Aviv da attacchi dell'Iran

La portaerei americana Gerald R. Ford, che arriverà per la fine della settimana al largo delle coste di Israele, proteggerà Tel Aviv e le altre città del Paese da un eventuale attacco dell'Iran. Lo riferisce il New York Times. Attualmente l'esercito Usa ha dispiegato in Medio Oriente la più grande concentrazione di forze militari dall'invasione dell'Iraq nel 2003.

Coppia britannica condannata a 10 anni carcere, accusati di spionaggio

Una coppia britannica arrestata mentre attraversava l'Iran durante un viaggio in moto intorno al mondo è stata condannata a 10 anni di carcere con l'accusa di spionaggio. Lo hanno riferito i familiari, citati dalla Bbc. Lindsay e Craig Foreman sono stati arrestati dalle autorità iraniane nel gennaio 2025 e successivamente accusati di spionaggio, accusa che la coppia nega. I Foreman sono detenuti separatamente nella prigione di Evin a Teheran, utilizzata dal governo iraniano per rinchiudere i prigionieri politici. Il figlio di Lindsay, Joe Bennet, ha affermato che la sua famiglia "è profondamente preoccupata per la loro incolumità". Bennett ha affermato che le autorità iraniane non hanno mai presentato alcuna prova di spionaggio e ha invitato il governo britannico ad "agire con decisione e utilizzare ogni mezzo disponibile" per riportarli a casa. La Bbc sottolinea che i Foreman sono già comparsi in un'udienza di tre ore a Teheran in ottobre e non è stato loro permesso di difendersi.

Nyt, Usa si preparano per eventuale attacco, decisione spetta a Trump

Il rapido dispiegamento delle forze statunitensi in Medioriente è progredito al punto che il presidente Usa Donald Trump avrebbe la possibilità di intraprendere un'azione militare contro l'Iran già questo fine settimana. Lo scrive il New York Times (Nyt), citando funzionari dell'amministrazione e del Pentagono in un articolo dal titolo 'L'esercito Usa si mette in posizione per possibili attacchi all'Iran', precisando che Trump non ha dato alcuna indicazione di aver preso una decisione su come procedere. Nelle ultime ore anche la Cnn ha riferito che l'esercito Usa sarebbe pronto ad attaccare l'Iran già questo fine settimana anche se Trump non ha preso una decisione definitiva se dare o meno l'autorizzazione. Molti funzionari dell'amministrazione citati dal Nyt hanno espresso scetticismo sulle prospettive di raggiungere un accordo diplomatico con Teheran. I colloqui indiretti di martedì a Ginevra si sono conclusi con quello che il ministro degli Esteri iraniano ha definito un accordo su una "serie di principi guida". I funzionari statunitensi hanno affermato che le due parti hanno compiuto progressi, ma hanno aggiunto che permangono grandi divergenze. Trump ha ripetutamente minacciato che l'Iran deve accettare le sue condizioni o affrontare gravi conseguenze. Ma un altro attacco, 8 mesi dopo la guerra di 12 giorni in cui Israele e Usa hanno attaccato siti militari e nucleari in tutto l'Iran, comporterebbe potenzialmente rischi sostanziali, fra cui la possibilità che l'Iran risponda con una feroce raffica di attacchi missilistici contro Israele e le forze statunitensi nella regione. In Israele due funzionari della difesa citati dal Nyt hanno affermato che sono in corso importanti preparativi per la possibilità di un attacco congiunto con gli Usa, anche se non è stata ancora presa alcuna decisione in merito alla sua effettiva esecuzione; hanno affermato che il piano prevedrebbe di sferrare un duro colpo nell'arco di diversi giorni con l'obiettivo di costringere l'Iran a fare concessioni al tavolo dei negoziati che finora non è stato disposto a fare. La decisione finale sulla portata degli obiettivi spetta in gran parte a Trump, hanno affermato ancora funzionari Usa citati dal giornale.

Fonti Cnn, Usa pronti ad attaccare nel weekend ma Trump non ha ancora deciso

L'esercito statunitense è pronto ad attaccare l'Iran già questo fine settimana, anche se il presidente Donald Trump non ha ancora preso una decisione definitiva se dare o meno l'autorizzazione. Lo hanno riferito alla Cnn fonti vicine alla questione. La Casa Bianca, hanno affermato le fonti, è stata informata che l'esercito potrebbe essere pronto per un attacco entro il fine settimana, dopo il significativo accumulo di risorse aeree e navali in Medioriente negli ultimi giorni. Ma una fonte ha avvertito che Trump ha discusso privatamente sia a favore che contro un'azione militare e ha interpellato consiglieri e alleati su quale sia la migliore linea d'azione. Non è chiaro se prenderà una decisione entro il fine settimana. "Sta pensando molto a questa cosa", ha spiegato una fonte.

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