Ancora nulla di fatto tra Washington e Teheran. "Trump stringerà un accordo soltanto se questo sarà vantaggioso per l'America", fa sapere la Cnn al termine di oltre due ore di riunione nella Situation Room della Casa Bianca, con Trump riunito coi suoi più stretti consiglieri. E il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth avverte: "Gli Usa capaci di riprendere la guerra, l'Iran non avrà armi nucleari".
Ma cos'è che ha fermato Trump dall'accendere la luce verde sul memorandum of understanding, la "Dichiarazione di Islamabad", raggiunto dai suoi negoziatori? Pare ci siano ancora alcuni temi aperti, tra cui lo sblocco dei fondi iraniani congelati. La partita dunque resta aperta e le trattative proseguono. Ma il missile di Teheran lanciato contro una base Usa in Kuwait potrebbe far saltare tutto.
Teheran, controlliamo noi Hormuz, chi prova a interferire sarà preso di mira
Il comando militare congiunto iraniano ha fatto sapere che la gestione, il quartier generale centrale di Khatam al-Anbiya, ha lanciato un avvertimento affermando che la gestione dello Stretto di Hormuz è esercitata con piena autorità dalle forze armate della Repubblica Islamica dell'Iran e che qualsiasi nave militare tenti di interferire sarà stata presa di mira. La comunicazione è stata riportata dalla tv di Stato iraniana e dall'agenzia di stampa Tasnim legata ai Pasdaran. "Si avverte che qualsiasi azione compiuta da navi militari volta a interferire con la gestione dello Stretto di Hormuz o a ostacolare la navigazione sarà oggetto di un intervento mirato da parte delle Forze Armate della Repubblica Islamica dell'Iran", recita il messaggio riportato da Tasnim.
L'Iran ha applicato pedaggi per il transito che arrivano fino a 2 milioni di dollari, cosa che gli esperti hanno definito una violazione di un principio del commercio marittimo internazionale, cioè la libertà di navigazione pacifica. Il vice primo ministro del Qatar, lo sceicco Saoud bin Abdulrahman bin Hassan bin Ali Al Thani, oggi ha affermato che il suo Paese si oppone all'imposizione di tariffe per il transito, ma ha aggiunto che "in determinati casi, quando dicono che le useranno per lo sminamento o per qualche altro scopo temporaneo, questo è un aspetto negoziabile e potrebbe contribuire a riportare alla normalità il transito nello Stretto di Hormuz". Un funzionario Usa aveva precedentemente dichiarato ad AP che gli Stati Uniti non hanno trovato né distrutto nessuna mina nello Stretto.
Media, Teheran ha usato missile cinese per abbattere F-15 americano
L'Iran potrebbe aver usato un missile di fabbricazione cinese per abbattere un F-15 americano nel sudovest del Paese ad aprile. Lo riporta l'emittente Nbc News citando tre fonti ben informate. Nelle prime fasi del conflitto, iniziato lo scorso 28 febbraio, la Cina potrebbe anche aver fornito all'Iran un radar di allerta precoce a lungo raggio in grado di individuare aerei stealth progettati per eludere il rilevamento, secondo quanto affermato da una delle fonti e da un funzionario statunitense informato sulla questione. Non è chiaro quando sia avvenuta la consegna dell'equipaggiamento militare, ma l'utilizzo da parte dell'Iran di armi prodotte in Cina complica i rapporti tra gli Stati Uniti e Pechino, mentre il presidente Donald Trump ha chiesto l'aiuto di Xi Jinping per porre fine al conflitto. Quando l'F-15E Strike Eagle è stato abbattuto il mese scorso, Trump ha affermato che era stato colpito da un missile lanciato a spalla. Lunghi circa due metri e pesanti 18 chilogrammi, questi missili, noti anche come "armi di difesa aerea portatili" o "MANPADS", rappresentano un metodo economico ed efficace per abbattere velivoli a bassa quota. I due membri dell'equipaggio del jet F-15 si sono eiettati in sicurezza dal velivolo. Il pilota è stato tratto in salvo entro sette ore, ma ci sono voluti due giorni per localizzare e salvare l'ufficiale addetto ai sistemi d'arma, che si era nascosto alle pendici dei monti Zagros, secondo quanto riferito dal Pentagono. I servizi segreti Usa, secondo quanto riferito in precedenza dall'Nbc, ritenfono che la Cina stia pianificando di fornire all'Iran nuove armi di difesa aerea nelle prossime settimane. Ex funzionari della sicurezza nazionale potrebbero aver fatto trapelare queste informazioni per cercare di smascherare i piani cinesi. Non è chiaro se il missile che probabilmente ha abbattuto l'F-15 sia stato consegnato all'Iran di recente o se provenisse da depositi di armi spediti a Teheran anni fa, hanno riferito le fonti. Inoltre non è inoltre chiaro se il radar, noto come YLC-8B, fosse in servizio durante la guerra. Gli Stati Uniti sono a conoscenza di tutto ciò che la Cina sta facendo per sostenere l'Iran, secondo un funzionario statunitense ben informato e secondo il quale la Cina sosteneva l'Iran già prima della guerra. "Non si è trattato di un supporto significativo. Non ha avuto un impatto operativo decisivo", ha affermato il funzionario statunitense.
Hegseth, siamo in buona posizione per concludere accordo
Il capo del Pentagono Pete Hegseth ha ribadito che il blocco navale americano nei confronti dell'Iran resta operativo e ha avvertito che Washington è pronta a ricorrere nuovamente alla forza militare qualora i negoziati sul nucleare non portassero a un accordo. Parlando ai giornalisti da Singapore, Hegseth ha dichiarato che "il blocco è ancora pienamente in vigore" e che lo Stretto di Hormuz è stato al centro di numerosi colloqui con gli alleati degli Stati Uniti. Secondo il capo del Pentagono, qualsiasi esito delle trattative dovrà garantire che "sia uno stretto aperto e libero da pedaggi, che tutto il mondo possa utilizzare, come dovrebbe essere". Riguardo ai negoziati sul programma nucleare iraniano, Hegseth ha affermato che "gli obiettivi non si sono spostati affatto" e l'Iran sa "molto, molto chiaramente" quali siano le richieste americane. Il segretario alla Difesa si è detto fiducioso sulla possibilità di raggiungere un'intesa, ma ha lanciato un chiaro avvertimento: "Pensiamo di essere in una buona posizione per concludere questo accordo. Oppure dovranno fare i conti con il Dipartimento della Guerra. E siamo preparati: oggi siamo in una posizione ancora più forte rispetto al primo giorno per affrontare la situazione in questo modo, se necessari".
Consigliere Khamenei, Trump sta tradendo la diplomazia
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump "sta tradendo la diplomazia per la terza volta". Lo ha dichiarato il Mohsen Rezaei, consigliere della Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei. "Continuando il blocco navale e avanzando richieste eccessive nei negoziati, ha dimostrato ancora una volta di non essere incline al negoziato e di perseguire altri obiettivi", ha scritto in un post su X l'ex comandante del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche.
Wsj, navi disattivano sistemi di tracciamento per attraversare Hormuz
Le navi disattivano i sistemi di tracciamento e attraversano lo Stretto di Hormuz in piccoli gruppi, a volte con la guida dell'esercito statunitense, poiché la via navigabile rimane pericolosa ma non completamente chiusa. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal alcune navi, tra cui grandi petroliere e navi cisterna per il gas naturale liquefatto, hanno navigato "al buio" spegnendo le luci e i trasmettitori del sistema di identificazione automatica (AIS), che aiutano le navi a tracciarsi a vicenda ed evitare collisioni. L'oscuramento delle comunicazioni rende le imbarcazioni più difficili da rilevare elettronicamente e meno vulnerabili agli attacchi iraniani, ma aumenta anche il rischio di incidenti in uno dei punti nevralgici per l'approvvigionamento energetico più importanti al mondo. Alcuni armatori hanno dichiarato al giornale di essere rimasti in contatto con funzionari militari statunitensi durante il transito nello stretto. Secondo il rapporto, le forze statunitensi utilizzano radar, droni e altri strumenti per monitorare il traffico e consigliare le navi su quando interrompere le trasmissioni e come rispondere alle minacce iraniane. Il Wall Street Journal ha riferito che un piccolo numero di navi ha utilizzato una rotta vicino all'Oman che le forze statunitensi avevano precedentemente bonificato dalle mine nell'ambito del breve 'Progetto Libertà', mentre la maggior parte degli attraversamenti più recenti ha seguito rotte specificate dall'Iran o è passata senza essere tracciata.
Iran: missile di Teheran contro base in Kuwait, feriti 5 americani
Un missile balistico iraniano ha colpito una base aerea in Kuwait ferendo cinque americani. Lo riporta Iran International, voce dell'opposizione iraniana con sede a Londra, citando Bloomberg. L'attacco missilistico ha causato lievi ferite a cittadini americani e ha gravemente danneggiato due droni statunitensi MQ-9 Reaper, secondo quanto riportato da una fonte a conoscenza diretta dell'attacco. La fonte ha affermato che la difesa aerea del Kuwait ha intercettato il missile Fateh-110, ma i detriti caduti hanno colpito la base aerea di Ali Al Salem. Circa cinque persone, tra cui contractor e personale militare in servizio attivo, hanno riportato lievi ferite. Un MQ-9 Reaper è stato distrutto e almeno un altro è stato gravemente danneggiato.
Hegseth, Usa capaci di riprendere la guerra con Teheran
Gli Stati Uniti dispongono di scorte di armi "più che sufficienti "e sono "più che capaci" di riprendere la guerra con l'Iran. A parlare è Pete Hegseth, il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth, poche ore dopo che un incontro a Washington non è riuscito a produrre un accordo per porre fine al conflitto."La nostra capacità di riprendere le ostilità, se necessario, è più che sufficiente - ha affermato il segretario alla Difesa statunitense al Dialogo di Shangri-La, un vertice sulla difesa tenutosi a Singapore - Le nostre scorte sono più che adeguate a questo scopo, sia lì che nel resto del mondo, grazie al modo in cui bilanciamo munizioni di alta qualità e munizioni più abbondanti".
Usa: smantellato sistema di trasferimento tecnologia per la difesa all'Iran
Gli Stati Uniti hanno annunciato venerdì di aver smantellato un sofisticato sistema per il trasferimento di tecnologia per la difesa all'Iran, nel contesto dei negoziati in corso per porre fine alla guerra in Medio Oriente. La rete "si spacciava per aziende americane e le truffava per ottenere tecnologie sensibili destinate all'esercito del regime iraniano", ha spiegato una nota del Dipartimento di Stato. La rete era guidata da Ali Majd Sepehr, residente in Iran, che "ha truffato decine di aziende tecnologiche americane per milioni di dollari, spacciandosi per aziende statunitensi legittime". Sepehr e i suoi complici "cercavano di acquisire attrezzature avanzate, tra cui analizzatori di spettro e dispositivi di rilevamento di sicurezza, per il settore della difesa iraniano". Il piano prevedeva la creazione di falsi siti web che imitavano aziende americane legittime, l'uso di intermediari a Dubai per ricevere le consegne e il successivo contrabbando delle tecnologie in Iran, violando le sanzioni statunitensi. Gli Usa stanno esercitando la massima pressione su Teheran per limitare la sua capacità di condurre "attività destabilizzanti".
Nyt: falchi iraniani a lavoro per far saltare l'accordo
Il New York Times scrive che un gruppo di falchi iraniani si oppone fermamente con ogni mezzo per far saltare l'accordo con Washington. Agirebbe utilizzando diversi mezzi: media statali, manifestazioni, dichiarazioni tese a far salire il livello dello scontro. La tv di stato, ad esempio, starebbe descrivendo i negoziati come un totale fallimento. Il gruppo dei cosiddetti "falchi" sarebbe minoritario ma sicuramente in grado di influenzare l'opinione pubblica ed esercitare pressioni a vario livello.
Trump accetterà accordo con Iran solo se rispetterà le sue linee rosse
"La riunione nella Situation Room si è conclusa ed è durata circa due ore. Il presidente Trump stringerà un accordo soltanto se questo sarà vantaggioso per l'America e rispetterà le sue linee rosse. L'Iran non potrà mai possedere un'arma nucleare". Lo scrive in un post su X Alayana Treene, corrispondente della Cnn dalla Casa Bianca, citando un funzionario della presidenza, secondo cui non c'è "ancora nessuna notizia in merito alla sua promessa decisione definitiva" sui negoziati con l'Iran.