La notizia circola ormai da alcuni giorni: Washington avrebbe intenzione di riprendere gli attacchi sull’Iran non appena chiusa la tornata delle midterm. Sarebbe stato questo il cuore della conversazione telefonica tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu avvenuta questa mattina.
A rendere noto il colloquio, il Wall Street Journal, che racconta quanto i due leader siano sotto pressione per via delle vicende pre e post elettorali. E sebbene queste dichiarazioni rischiano di compromettere in parte il risultato elettorale del 3 novembre, Trump insiste sull’idea di portare a compimento la missione.
“Dobbiamo ancora occuparci di uno o due siti, ma possiamo farlo in 10 minuti”, ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, indicando tra i possibili obiettivi Pickaxe Mountain, il presunto complesso nucleare sotterraneo della Repubblica islamica. La Casa Bianca, tuttavia, tiene a sottolineare che non vi sia alcuna fretta nel riprendere le operazioni poiché gli attacchi dei mesi scorsi hanno distrutto per gran parte le capacità militari e del programma nucleare iraniano.
Sul fronte diplomatico, Trump è pronto a scommettere che stia procedendo tutto per il meglio: ha descritto come positivi i contatti con Teheran. “I negoziati stanno andando bene”, ha affermato, pur aggiungendo che l’Iran “non è molto affidabile”.
Ieri, a Doha, i negoziatori iraniani hanno incontrato i mediatori del Qatar per discutere possibili vie d’uscita dalla guerra nel Golfo. I colloqui nella capitale del Qatar hanno fatto seguito a oltre 12 ore di discussioni tenutesi venerdì tra gli inviati iraniano e qatariota a Teheran.
Nelle stesse ore è tornato a farsi sentire l’ayatollah Mojtaba Khamenei, che ha rilasciato una dichiarazione in cui ordinava alle forze armate di tenersi pronte a rispondere a qualsiasi attacco. Successivamente, l’esercito iraniano ha annunciato di aver adottato misure per migliorare la propria prontezza operativa.
Nel frattempo, l’influente capo della sicurezza iraniana Mohsen Rezaei ha affermato che Teheran sta valutando se revocare il divieto sulle armi nucleari qualora le ostilità dovessero riprendere. L’ex guida suprema Ali Khamenei vietò lo sviluppo di armi nucleari con una fatwa all’inizio degli anni 2000.
