Donald Trump spara a zero contro Volodymyr Zelensky, sostenendo che il suo Paese dovrebbe andare al voto ed è il momento che elegga un nuovo presidente e minaccia di bloccare il sistema di approvvigionamento che fornisce armi all’Ucraina. Poi, però, annuncia su Truth che «è in vigore una tregua energetica tra Russia e Ucraina con effetto immediato. Entrambe le parti hanno concordato. Non violatela». Parole a cui Zelensky reagisce con sorpresa, secondo una conversazione riportata da Axios: «Il cessate il fuoco è una novità per me. Ma se i russi accettano una tregua energetica, l’Ucraina acconsente. Se Trump l’ha negoziata con Putin, per favore, diteci quando inizia, noi siamo pronti e l’accetteremo».
Il presidente americano non fornisce in effetti alcun dettaglio, ma poco prima ha ripetuto che «Mosca vorrebbe fare un accordo. Zelensky avrebbe potuto porre fine a questa guerra molte volte. Molte, moltissime volte. E sceglie di non farlo. È una situazione molto difficile. È una guerra che non avrebbe mai dovuto iniziare». Quindi, spiega che lo zar del Cremlino «sta rendendo disponibile una grande quantità di petrolio per il mondo, il che è un bene, e a un prezzo molto basso». Il comandante in capo avverte Zelensky che «è meglio la smetta subito» con gli attacchi contro le raffinerie di petrolio russe, suggerendo che Kiev avrebbe bisogno di un «nuovo leader capace di raggiungere un’intesa» con Mosca. «Con tutto il rispetto per Trump, spetta al nostro popolo scegliere l’uno o l’altro leader», replica Zelensky intervistato da Abc, dicendosi comunque disponibile a organizzare elezioni in Ucraina qualora ci fosse un cessate il fuoco di «60 giorni» con la Russia. A suo parere, l’accordo sul diesel «non fa altro che alimentare Putin» e consente alla Russia di prolungare la guerra. Il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent dice invece che l’intesa è buona per gli americani, e promette che «useremo tutti i poteri legali disponibili per attuarlo. Tutti quelli in Congresso che dicono che non si può fare perché contraddice il Lindsey Graham Act sbagliano». In realtà sono diversi i repubblicani che nutrono dubbi sulla mossa della Casa Bianca. «Dovrebbe rescinderlo subito e imporre sanzioni a ogni paese che acquista energia russa», dice l’ex vicepresidente Mike Pence. Mentre il deputato conservatore del Nebraska Don Bacon sostiene che «abbiamo bisogno di prezzi del diesel più bassi per gli agricoltori e i consumatori, ma acquistare gasolio dalla Russia è la risposta sbagliata». La rimozione delle sanzioni «finanzierà la macchina da guerra del Cremlino», osserva da parte sua il deputato repubblicano Michael McCual, e il collega Brian Fitzpatrick annuncia che cercherà di forzare un voto alla Camera per bloccare gli acquisti di diesel russo.
Trump, nel frattempo, lancia il rush finale del tour per sostenere i candidati repubblicani in vista del voto di metà mandato del 3 novembre: il presidente sarà mercoledì a Bullhead City, in Arizona, e a Kalispell, nel Montana. Il tycoon tuttavia non riesce ad arrestare il calo di popolarità: secondo un sondaggio del Financial Times realizzato con Focaldata, il suo gradimento complessivo resta fermo al 34 per cento, mentre appena un quarto degli elettori approva la sua gestione dell’economia e dell’occupazione e circa un quinto soltanto quella dell’inflazione. E il 45 per cento sostiene che The Donald stia rendendo più difficile la vittoria dei candidati Gop alle elezioni di novembre.
