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Lo Zar punta all'Artico: il nuovo fronte di Mosca contro la Nato

Mosca costruisce infrastrutture militari ai confini settentrionali dell’Alleanza. Così la regione artica torna al centro della competizione strategica tra Mosca e la Nato

Lo Zar punta all'Artico: il nuovo fronte di Mosca contro la Nato
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La Russia sta costruendo nuove infrastrutture per sostenere importanti dispiegamenti di truppe lungo il fianco settentrionale dell’Alleanza Atlantica. Tali strutture potrebbero ospitare decine di migliaia di soldati in prossimità dell’Artico e dei confini di Svezia e Finlandia, dove anche la NATO sta rafforzando le sue difese con una nuova “forza di combattimento artica”, destinata a fungere da deterrente per la Federazione Russa in una regione che diventerà sempre più strategica per tutte le principali potenze mondiali.

Mentre l’attenzione internazionale resta concentrata sulla guerra in Ucraina e sulla crisi dello Stretto di Hormuz, ormai giunta a una risoluzione secondo le ultime notizie, la Russia sembra essere impegnata a rafforzare in modo significativo la propria presenza militare lungo il fianco settentrionale della NATO; dove nuove infrastrutture, che comprendono basi e strutture logistiche destinate a ospitare decine di migliaia di soldati, stanno prendendo forma nelle aree artiche e nord-occidentali ,un'area considerata sempre più strategica per il confronto tra Mosca e l'Alleanza Atlantica.

Di fronte a questi sviluppi, anche la NATO accelera il potenziamento delle proprie capacità difensive nel “Grande Nord” con la creazione di una nuova forza da combattimento pensata appositamente per rafforzare la deterrenza e rispondere a eventuali minacce lungo uno dei confini più sensibili dell’Europa.

Nonostante le pesanti perdite e le scarse possibilità che l’apparato militare russo, duramente provato da oltre quattro anni di conflitto, possa dislocare ingenti truppe nell’Artico, la crescente preoccupazione per la militarizzazione della regione resta alta. A pesare è il valore strategico dell’area, destinata a diventare centrale per le nuove rotte marittime e per le risorse energetiche rese più accessibili dal cambiamento climatico, motivo per cui la NATO continua a rafforzare la propria presenza lungo il confine finlandese.

Nonostante le perdite e la scarse possibilità che l’apparato militare russo, duramente provato da 4 anni di conflitto, possa dislocare “ingenti truppe nell’Artico”, in questo momento, per ingaggiare le potenze regionali che trascinerebbe la Nato in un conflitto convenzionale, la preoccupazione per la militarizzazione delle regione artica e per il futuro di quest’area strategica per le nuove rotte e le riserve di risorse energetiche rese accessibili dal cambiamento climatico, continuano a preoccupare l’Alleanza Atlantica e in particolare gli stati membri che confinano con la Russia, ragione per cui continua a “rafforzare la propria presenza lungo il confine finlandese”.

Un funzionario della NATO ci ha dichiarato al The War Zone che “sebbene l'Alleanza valuti che le probabilità di un conflitto a breve termine siano basse data la guerra in Ucraina, Mosca potrebbe cercare di espandersi verso ovest, nei paesi nordici e baltici, dopo un cessate il fuoco con l’Ucraina”; e potrebbe farlo approfittando della mobilitazione militare che il grande Orso russo ha gradualmente ampliato, di concerto con l'economia di guerra che ha portato il protrarsi del conflitto.

Le immagini satellitari studiate dagli analisti dimostrato che Mosca starebbe investendo risorse nella costruzione di “installazioni militari lungo i confini di Norvegia e Finlandia per ospitare decine di migliaia di nuove truppe” in preparazione di quello che potrebbe essere un “eventuale contrasto ai confini settentrionali della Nato”.

Per controbilanciare un eventuale rafforzamento delle forze russe al termine della guerra in Ucraina, la NATO prevede lo schieramento delle Forward Land Forces Finland, un battaglione multinazionale guidato dalla Svezia a sostegno della difesa del fianco nord-orientale dell’Alleanza. L’unità sarà posta sotto il comando del Comandante Supremo Alleato in Europa e sarà in grado di operare nelle regioni artiche, rafforzando rapidamente la presenza militare nella Finlandia settentrionale in caso di necessità.

La nuova formazione rappresenterà una forza di deterrenza e di pronto impiego nell’Artico e nell’Alto Nord, aree di enorme valore strategico ma caratterizzate da condizioni ambientali tra le più difficili al mondo. Secondo il generale Alexus Grynkewich, futuro vertice del Comando Supremo Alleato in Europa, questo schieramento, insieme alla missione Arctic Sentry, “sfrutterà la forza della NATO per difendere il nostro territorio e garantire la sicurezza, considerando l'attività militare russa e il crescente interesse della Cina in queste zone”.

Sebbene non vi siano indicazioni che la regione artica stia per essere teatro di un conflitto aperto, le attività militari degli ultimi anni sembrano essere il chiaro segnale che Russia, Stati Uniti e le potenze regionali dell’Alleanza Atlantica stanno intensificando la loro capacità militari nel caso si verificasse una simile, remota e insperata eventualità.

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