Haiti, 100 bimbi sotto la scuola crollata Tra le vittime funzionario Onu italiano

Il governo di Haiti ha imposto lo stato di emergenza. Per le decine di migliaia senza acqua,
cibo e medicine condizioni sempre più
insostenibili. Sciacalli in azione. L'Ue: stanzia 400 milioni di euro. Ban Ki-moon chiede più aiuti. La Farnesina: tre italiani ancora dispersi. Morto il <strong><a href="/esteri/haiti_morto_funzionario_onu_guido_galli/onu-guido_galli-terremoto-haiti/18-01-2010/articolo-id=414759-page=0-comments=1">funzionario Onu Guido Galli</a></strong>. La Spezia: <strong><a href="/interni/la_portaerei_cavour_pronta_salpare_haiti/terremoto-haiti-portaerei_cavour/18-01-2010/articolo-id=414749-page=0-comments=1">salpa la portaerei Cavour
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Port-au-Prince - Nuovi saccheggi sono in corso in un magazzino a Port-au-Prince. Lo riferisce da Haiti uno degli inviati di punta della Cnn, Anderson Cooper, con un messaggio sul social network Twitter. Secondo altre informazioni l’assalto ai generi alimentari sarebbe stato condotto da una folle enorme di persone. Siamo ancora lontani, purtroppo, dal bilancio finale sulle vittime del terremoto: circa cento bambini potrebbero essere rimasti sepolti sotto le macerie della loro scuola crollata nella città di Leogane, a ovest di Port-au-Prince. Lo riferisce il sito online della Cnn. Intanto Ban Ki-moon, dopo aver toccato con mano, sull'isola, gli effetti devastanti del sisma, chiede più aiuti. 

Seconda vittima italiana L'Italia piange la sua seconda vittima - il funzionario dell’Onu Guido Galli - e si commuove di fronte ai tredici connazionali che domenica sono stati rimpatriati lasciandosi alle spalle una terra devastata dal terremoto. Con il trascorrere dei giorni diminuiscono le speranze di ritrovare vivi gli italiani dispersi. Nessuno però rinuncia a scavare mentre Haiti resta nel caos. L'ultimo bilancio della Farnesina parla di tre persone ancora disperse. E il Comitato internazionale della Croce rossa lancia l'allarme: "La violenza ed i saccheggi sono in aumento tra la gente sempre più disperata".

Haiti sprofonda nel caos Il governo di Haiti ha imposto lo stato di emergenza per tutto gennaio e proclamato il lutto nazionale per la durata di un mese in memoria delle decine di migliaia di vittime del sisma. Sono circa 70mila i cadaveri cui é stata data sepoltura nelle fosse comuni, stando a quanto annunciato dal il segretario di stato all'alfabetizzazione, Carol Joseph. Ieri mattina dal Caribbean Market erano stati tirati fuori in tre, un uomo, una donna e una bambina di sette anni: disidratati e sotto shock ma ce la faranno. Come la proprietaria dell'Hotel Montana recuperata la sabato notte, come gli altri 70 sopravvissuti fatti riemergere vivi dall'incubo in questi lunghi giorni di paura, speranza, rabbia e sollievo. Ieri sera poi si é avuta notizia di un altro miracolo: un membro del Minustha, il contingente di pace dell'Onu, anche lui è stato estratto vivo dalle macerie, senza nemmeno un graffio.

Il bilancio della Farnesina Il ministro degli Esteri Franco Frattini conferma che "ci sono ancora tre dispersi" italiani in seguito al terremoto ad Haiti. Per la ricostruzione "l’Italia è pronta a mettere a disposizione la straordinaria expertise della Protezione civile". Frattini ricorda l’esperienza del sisma in Abruzzo e come "in appena cinque mesi e mezzo abbiamo consegnato le case agli abruzzesi".

Condizioni insostenibili Per le decine di migliaia accampati sotto il sole cocente senza acqua, senza cibo, senza medicine, le condizioni diventano sempre più insostenibili. Lo denunciano le organizzazioni umanitarie internazionali, chiedendo che si faccia presto, che i soccorsi vengano finalmente incanalati in una catena di comando organizzata e strutturata. Per spingere in questa direzione, ieri nella capitale è arrivato anche il segretario generale dell'Onu Ban ki-Moon che, dopo una visita alla sede della Minustah sotto le cui macerie sono morti almeno 40 dipendenti mentre 330 sono ancora considerati dispersi, incontra René Preval, il presidente di un Paese che "sta affrontando - ha dichiarato - la più grave crisi umanitaria degli ultimi decenni".

Ban Ki-moon: più aiuti Millecinquecento poliziotti e 2.000 caschi blu in più ad Haiti: li ha chiesti il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon. In un incontro con la stampa, dopo avere preso la parola al Consiglio di Sicurezza all’indomani del suo viaggio lampo ad Haiti, Ban ha ipotizzato un mandato di 6 mesi per i 2.000 caschi blu supplementari. Ban ha detto che l’organizzazione, pur collaborando con i paesi presenti ad Haiti, ha un ruolo leader nel coordinamento degli aiuti internazionali.

L'intervento degli Stati Uniti Per oggi è atteso l'ex presidente americano Bill Clinton, nella sua veste di inviato speciale dell'Onu per Haiti. Arriverà con un aereo carico di materiale d'emergenza: viveri, acqua, medicine, batterie solari, radio portatili, generatori. Ma non è tutto: gli Stati Uniti potranno contare da oggi sulla presenza di 12.500 militari nell'area colpita dal terremoto, ha fatto sapere il Pentagono. E la Casa Bianca ha annunciato che per l'emergenza Haiti saranno mobilitati alcuni reparti di riservisti.

Quattrocento milioni dall'Ue I Paesi dell’Unione Europea stanzieranno circa 400 milioni di euro per la ricostruzione ad Haiti. L’annuncio ufficiale verrà dato domani in occasione del vertice dei ministri dello Sviluppo dell’Ue in programma oggi a Bruxelles.

Sciacallaggio e violenza Se la macchina degli aiuti continuerà a camminare al rallentatore, gli episodi di sciacallaggio e violenza che ieri hanno provocato i primi morti potranno solo estendersi a macchia d'olio. A raccontare sono giornalisti e fotografi: un saccheggiatore è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco dai poliziotti haitiani tra le rovine del mercato Hyppolite; i corpi di ladri linciati dalla gente esasperata dalle continue ruberie sono stati trovati in un quartiere del centro: avevano le mani legate dietro la schiena, uno era stato dato alle fiamme. Sabato sera un elicottero americano aveva rischiato di provocare un disastro gettando alla gente ammassata nello stadio Dalmas poche scatole di cartone piene di mono-razioni dell'esercito, ieri l'arrivo dalla portaerei Carl Visions di un velivolo carico di cibo e acqua è stato preceduto, a terra, dai soldati Usa dell'82ma divisione aviotrasportata. Hanno improvvisato un perimetro di sicurezza, armi in pugno hanno messo in fila centinaia di persone ansiose di ricevere i viveri agognati. E' andato tutto bene, le razioni - ufficialmente 130mila - sono state consegnate nella calma. Ma si è trattato di una goccia nel mare.

La distruzione in campagna Anche le località intorno a Port-au-Prince sono quasi completamente distrutte: il 90% degli edifici è crollato a Leogane, 19 chilometri a ovest della capitale; nei mega-quartieri di Carrefour e Petionville i feriti arrivano a ciò che resta delle strutture ospedaliere su carretti di fortuna o trasportati a braccia da altri uomini. La Croce Rossa Internazionale e Medici senza Frontiere sintetizzano la tragedia: "Ci sono cadaveri gonfi e in decomposizione nelle strade. Il rischio epidemie è dietro l'angolo:servono toilette, tende e cucine da campo. Quando arriveranno i medici stranieri con le attrezzature, per molti feriti e malati potrebbe essere troppo tardi".

Bertolaso: manca coordinamento Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio e capo della Protezione civile Guido Bertolaso ha criticato, oggi a Bruxelles, una grave mancanza di coordinamento degli aiuti internazionali d’emergenza a Haiti, sostenendo che le Nazioni unite avrebbero dovuto incaricare subito una delle loro agenzie, affidando al suo direttore il compito di "dare direttive" e di decidere chi fa che cosa e in quale settore.

Trema anche il Guatemala Una scossa di terremoto di magnitudo 6,0 nella scala Richter è stato registrato in Guatemala, sul Pacifico al confine con il Salvador. Secondo il servizio geologico americano l’epicentro è stato a cento chilometri di profondità a un centinaio di chilometri dalla capitale Città del Guatemala. La scossa è stata avvertita in gran parte del paese, ma non ha prodotto danni materiali. 

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