Haiti, è ancora paura: nuova forte scossa Salvata dalle macerie una bimba di 2 settimane

La terra trema ancora: magnitudo 6.1, nuovi crolli. Si continua a scavare tra le macerie: tre bambini, di 8 e 10 anni, una ragazza di 26 anni sono stati estratti vivi e un bebè di 15 giorni. Intanto il presidente del Consiglio Berlusconi ha deciso di mandare Bertolaso ad Haiti: <strong><a href="/esteri/haiti_governo_manda_bertolaso_berlusconi_manca_coordinamento/terremoto-haiti-aiuto/19-01-2010/articolo-id=415021-page=0-comments=1">&quot;Manca il coordinamento per gli aiuti&quot;</a></strong>

Port-au-Prince - La terra torna a tremare e fare paura, ad Haiti dove è stata avvertita una nuova fortisimma scossa di assetamento di magnitudo 6.1 della scala Ritcher. L’epicentro è stato localizzato a 22 km di profondità, a 56 km da Port-au-Prince.

Estratte vive tre persone Intanto, a una settimana dal terremoto che ha sconvolto Haiti si contano le vittime e si continua pure a scavare, perché molte vite si possono ancora salvare, in extremis. E' già accaduto molte volte in altre parti del mondo, sta accadendo anche stavolta sull'isola caraibica. Un bambino e una bambina, di 8 e 10 anni, sono stati estratti vivi dalle macerie di una palazzina di due piani a Port-au-Prince. Tratta in salvo anche una ragazza di 26 anni. Intanto si continua a scavare, sotto le macerie, per cercare "nuovi miracoli". 

Tra le macerie sopravvive un bebè di due settimane Metà della sua vita senza nè latte e nè acqua: è la storia miracolosa di una neonata di 15 giorni, estratta viva dalle macerie a Jacmel, nell’hinterland meridionale di Port-au-Prince. La squadra di soccorso che demoliva l’abitazione della madre, Michelene Joassaint, non aveva alcuna speranza di trovar viva la piccola; e invece l’hanno scovata nello stesso letto in cui dormiva, il pomeriggio del 12 gennaio. Quando il sisma fece tremare la terra, la madre aveva appena allattato la bimba, al secondo piano dell’edificio, ed era scesa al piano di sotto. La giovane donna tentò di correre al piano di sopra, ma le pareti cominciarono a crollare. Per giorni, tutti hanno pensato che per la bimba non ci fosse stato scampo. Michelene era nella tendopoli allestita in un campo da calcio quando le è stato comunicato che la figlia era viva: è accorsa all’ospedale da campo dove la bimba era stata trasferita e l’ha subito attaccata al seno: "È stata una grazia di Dio", ha detto al Wall Street Journal, che ha raccontato il salvataggio, il più straordinario delle storie di successo che accadono in queste ore ad Haiti. Ad aiutare il ritrovamento di persone in vita, ad oltre una settimana dal sisma, concorrono probabilmente più fattori: innanzitutto il clima temperato; e poi il tipo di materiali usato nelle costruzioni degli edifici, le solette di calcestruzzo pre-stampato che tendono a spezzarsi in lastre. Chi sta sotto può rimanere orribilmente mutilato, oppure salvarsi miracolosamente.

Si continua a scavare "Bisogna accettare il fatto che le potenzialità di sopravvivenza sono molto basse", ha detto il capitano Joe Zahralban del South Florida Urban Search and Rescue team, una delle squadre di soccorso impegnate in questi giorni al supermercato. "Si arriva ad un punto in cui (proseguire) significa mettere solo a rischio la vita dei soccorritori. Non crediamo ci siano altri sopravvissuti", ha aggiunto. Ieri, il tam tam di Twitter aveva evidenziato la notizia che le squadre si apprestavano a lasciare il Caribbean, (rilanciando un 'tiwt' attribuito a Lt. Rifflard, probabilmente Jeremy Rifflard, della Usa South Florida Urban Search and Rescue team) scatenando un diluvio di appelli allarmati da parte di decine di utenti del social network, perché i team tornassero al supermercato. Dal Caribbean sono state estratte vive domenica cinque persone, sei secondo altre fonti. Nel supermercato, uno tra i più grandi della capitale haitiana, al momento del sisma si sarebbero trovate tra le 70 e le 100 persone, tra cui anche l'italiano Antonio Sperduto.

Farnesina: mancano all'appello due italiani Si delinea un quadro abbastanza chiaro delle vittime italiane nel terremoto: due i morti accertati mentre per altre due persone esistono più che fondate ragioni di serissima preoccupazione. La Farnesina ha reso noto che sono invece scese a due le segnalazioni di persone, apparentemente in zona, ancora da riscontrare, ma la vaghezza delle informazioni fa pensare che non si trovassero effettivamente nel Paese caraibico. I due italiani per i quali ci sono forti timori che siano morti sono Antonio Sperduto, che si ritiene sia rimasto sepolto sotto le macerie del Caribbean Market dove sono state ormai sospese le ricerche, e la funzionaria dell’Onu Cecilia Corneo. Il ministero degli Esteri ha assicurato che l’attività di ricerca e di assistenza dei nostri connazionali prosegue, nonostante le perduranti difficoltà logistiche e di sicurezza.

 

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