C’è chi dice l’8 e chi dice il 9 settembre: il conto alla rovescia per la presentazione dei nuovi iPhone è già lanciato, con la quasi certezza che per il momento si vedranno il 18 Pro e il primo pieghevole, forse chiamato Ultra ma con possibili variabili. Nel frattempo Apple non sta con le mani in mano, tanto da annunciare l’arrivo di nuovi prodotti Mac, che poi sono gli ultimi con la firma di Tim Cook come Ceo. Dal 1° settembre infatti gli succederà John Ternus (Cook resterà come presidente), e il futuro dirà se sarà rivoluzione.
Intanto ecco le novità: il Mac mini con i chip M6 e M5 Pro, e il Mac Studio con M5 Max e il nuovissimo M5 Ultra. Tutto votato all’intelligenza artificiale all’interno del dispositivo come strategia hardware di Apple, la stessa che dovremmo vedere sugli smartphone della Mela.
Mac mini: potenza AI in formato tascabile
Il Mac mini resta il computer più compatto e versatile, ma con il chip M6 fa un salto generazionale notevole. E’ infatti dotato di una CPU 12-core con prestazioni ancora più veloci, una GPU altrettanto a 12 core dotata per la prima volta di Neural Accelerator in ogni core, e due Neural Engine 16-core. Il nuovo Mac mini offre dunque prestazioni IA fino a 4 volte superiori e una grafica fino a 2 volte più scattante rispetto al modello con M4. La memoria unificata parte da 16 Gb, espandibile fino a 32, con una banda che tocca i 170 GBps.
Per chi ha esigenze professionali, la variante con M5 Pro alza ulteriormente l’asticella: CPU fino a 18 core, GPU fino a 20 core con ray tracing di terza generazione e supporto fino a 64 Gb di memoria unificata. In pratica una soluzione pensata per il rendering video, lo sviluppo di videogiochi e l’esecuzione di modelli AI locali di grandi dimensioni. Entrambe le versioni integrano Wi-Fi 7, Bluetooth 6 ed Ethernet fino a 10Gb, oltre a porte Thunderbolt (4 o 5 a seconda del modello). I prezzi partono da 1.079 euro per il modello con M6 e da 2.029 euro per quello con M5 Pro. Sono già in preordine, arriveranno il 22 settembre.
Mac Studio ancora più potente
il Mac Studio con M5 Max e M5 Ultra rappresenta il vertice assoluto delle prestazioni Apple. Il modello con M5 Max monta una CPU 18-core e una GPU fino a 40-core, con banda di memoria fino a 614 GBps, pensata per creator, sviluppatori e professionisti del video. Ma è la variante con M5 Ultra a stupire di più: CPU fino a 36 core, GPU fino a 80 core e una capacità di memoria unificata che arriva a un incredibile 512 Gb, con 1,2 Tera di banda passante. Praticamente un supercomputer, con il 50% in più di prestazioni rispetto alla generazione precedente. Numeri che permettono di eseguire interamente in locale modelli linguistici di grandissime dimensioni, senza dipendere dal cloud e nel pieno rispetto della privacy.

Grazie al supporto Thunderbolt 5 e RDMA, più unità Mac Studio possono essere collegate per condividere la memoria e triplicare le prestazioni di inferenza IA rispetto a un singolo sistema. Il prezzo di partenza è di 3.049 euro per il modello con M5 Max e di 6.699 euro per quello con M5 Ultra. La disponibilità è anche in questo caso dal 22 settembre (con la configurazione da 512 Gb che arriverà a fine ottobre).
M6 e M5 Ultra, i chip pronti per la rivoluzione
Nel cuore di questi nuovi Mac ci sono due chip com prestazioni impressionati. M6 è il primo chip Apple realizzato con un processo produttivo a 2 nanometri (e dovrebbe essere inserito anche nell’iPhone Pieghevole), un traguardo tecnologico che consente di aumentare prestazioni ed efficienza energetica in ogni componente: CPU, GPU e Neural Engine. M5 Ultra, invece, è il primo chip Apple con architettura ottenuta unendo due chip M5 Max tramite la tecnologia UltraFusion di nuova generazione, capace di garantire oltre 4,4 Tbps di banda di interconnessione tra i due. Il risultato è di avere prestazioni di picco per l’AI fino a 4,5 volte superiori rispetto a M3 Ultra.
macOS 27 e uno sguardo al futuro
Tutti i nuovi Mac sfruttano macOS 27, il sistema operativo in arrivo in autunno con funzioni evolute di Apple Intelligence integrate in Safari, Comandi Rapidi e nell’app Foto, oltre a un’interfaccia Liquid Glass ulteriormente rifinita. Un aggiornamento che anticipa, come si diceva, ciò che ci si aspetta anche dal prossimo iPhone: più intelligenza artificiale on-device, più efficienza dei chip e un’esperienza sempre più fluida tra tutti i dispositivi dell’ecosistema Apple.
