"Ho paura del coronavirus", vigile stermina tutta la famiglia

Franco Necco, ex vigile urbano di 66 anni, temeva la crisi da parte del coronavirus: in un momento di follia ha ucciso la moglie e il figlio, alla fine si è suicidato

Franco Necco, ex vigile urbano di 66 anni, aveva paura della pandemia di coronavirus che sta flagellando l'Italia. Temeva che a causa della pandemia lui e sua moglie potessero morire. Era ansioso anche riguardo il futuro di suo figlio, un ragazzo di 29 anni ancora disoccupato. Tutte queste preoccupazioni hanno fatto scattare un impeto di follia nella mente dell'uomo, che ha ucciso entrambi i familiari per poi suicidarsi. L'episodio è accaduto a Beinasco, in provincia di Torino. Le vittime sono Bruna De Maria, moglie di Franco, ex impiegata dell'ufficio tecnico del comune di Beinasco, e Simone, figlio della coppia. Come si legge da Giallo, sembra che il 66enne temesse che, una volta morto assieme alla moglie a causa del coronavirus, il giovane Simone sarebbe stato condannato ad una vita in solitudine e in povertà, a causa della mancanza di lavoro. Franco Necco voleva accertarsi che nessuno della sua famiglia potesse sopravvivere alla situazione apocalittica che, secondo la sua psiche impazzita a causa della paura, sarebbe presto arrivata.

Coronavirus, vigile urbano impazzisce e stermina la sua famiglia

Il duplice omicidio da parte di Franco Necco è avvenuto lo scorso 13 marzo, quando tutta l'Italia era già chiusa in casa per evitare il contagio da coronavirus. Una quarantena forzata che a casa Necco è sfociata in follia. L'ex vigile urbano ha finito la moglie Bruna con 20 colpi di pistola, altri 17 invece per uccidere il figlio Simone. A quel punto, il 66enne ha contattato le forze dell'ordine, pronunciando parole a dir poco agghiaccianti: "Ho ucciso mia moglie e mio figlio. Ora mi ammazzo". Subito dopo aver riattaccato il telefono e, prima che i carabinieri potessero giungere per bloccarlo, Franco ha completato il suo aberrante piano, rivolgendo l'arma da fuoco contro se stesso e sparandosi. Arrivati sul luogo del delitto, gli inquirenti si sono trovati dinanzi ad un triste spettacolo: I corpi senza vita di Franco, Bruna e Simone all'interno della stessa camera.

Madre e figlio erano distesi sul letto. È probabile che siano stati uccisi mentre stavano ancora dormendo. Accanto a loro, il cadavere di Necco. Le forze dell'ordine hanno dato subito inizio alle indagini per comprendere il movente che avesse spinto l'ex vigile urbano ad uccidere i suoi familiari, per poi farla finita lui stesso. Hanno scoperto la verità grazie ad una lettera d'addio scritta da Franco sul computer, ancora visibile, in quanto il portale non era stato spento. Nela sua mente inficiata dalla paura e dalla preoccupazione, l'uomo ha voluto liberare moglie e figlio dall'agonia della morte che il contagio da covid-19 avrebbe potuto causare loro.

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