I fisici tedeschi: «Non pensavamo che gli americani osassero tanto»

Nell’aprile del ’45 gli Alleati invasero la Germania e nelle sedi delle ricerche nucleari tedesche trovarono un reattore di prova. I maggiori scienziati nucleari tedeschi furono arrestati, interrogati e condotti nella tenuta inglese di «Farm Hall» vicino a Cambridge. Si trattò di un’operazione dei servizi segreti britannici, denominata in codice «Epsilon», volta a scoprire se e dove i tedeschi avessero realizzato un ordigno nucleare: nella villa furono installati dei microfoni che consentirono di ascoltare e registrare i colloqui dei prigionieri. Il relativo dossier, liberato dal segreto militare nel 1993 e pubblicato per la prima volta in Italia nel 1994 in versione “grezza” - cioè riportando pari pari le registrazioni - da Selene Edizioni (Operazione Epsilon. Gli scienziati della Germania nazista e la bomba atomica), verrà riproposto da Sironi a settembre con il titolo Il club dell’uranio di Hitler. I fisici tedeschi nelle registrazioni segrete di Farm Hall, a cura di Jeremy Bernstein, introduzione di David Cassidy e un ampio apparato di note che ne consentono una più agevole lettura. Dallo stralcio che anticipiamo qui emerge che, quando seppero dell’esplosione di Hiroshima, gli scienziati tedeschi furono sorpresi per la velocità con cui gli americani avevano realizzato la bomba e perché non pensavano che fosse trasportabile. Dopo il 6 agosto furono riscontrati diversi atteggiamenti degli scienziati nei confronti del regime nazista e riguardo alla stessa atomica. A parlare in prima persona, all’inizio, l’estensore del rapporto (il Maggiore inglese T.H. Rittner) che trascrive le registrazioni. Ecco una parte dei colloqui “rubati” dalle microspie.
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