I marinai dello yacht di Briatore protestano e vengono schedati

Al circolo Zapata fu omicidio premeditato. All’interno del centro sociale lo scontro tra due bande rivali fu preparato con cura all’unico scopo di imporre la legge del più forte, per spartirsi il territorio. Ci scappo il morto, oggi la squadra mobile della polizia genovese porta in carcere il giovanissimo ritenuto responsabile del delitto. L’incrocio di numerose testimonianze e le indicazioni fornite dal medico legale hanno consentito agli investigatori della squadra mobile genovese diretta da Gaetano Bonaccorso di risalire a un sedicenne ecuadoriano che avrebbe ucciso Stefano Perez Soto, 17 anni, cileno, ucciso a coltellate nel corso della rissa allo Zapata il 20 dicembre scorso.
Avevano partecipato alla rissa una cinquantina di giovani, quasi tutti identificati, tra i 17 e i 23 anni, in gran parte ecuadoriani e sudamericani, con due italiani, appartenti a due bande rivali, i Latin Kings e i Vatos Locos, che si sono affrontati a colpi di coltelli, bastoni e sgabelli. Motivo dello scontro, la rivalità esistente tra le due bande, non riconducibile a motivi di interesse ma a desiderio di predominio sul territorio. La vittima apparteneva ai Vatos Locos, il suo presunto omicida all’altro gruppo. Si tratta di un sedicenne che frequenta un istituto professionale sampierdarenese. Avrebbe inferto al cileno due fendenti, di cui uno al cuore, mortale. È stato arrestato sabato pomeriggio scorso mentre camminava solo in una via di Sampierarena. Ora è nel carcere minorile torinese Ferrante Aporti. Gli indagati per avere partecipato alla rissa sono diverse decine.

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