I medici: nel nostro Paese ne soffrono 52mila persone

Soltanto negli anni ’80 la ricerca ha fatto passi importanti

La Sclerosi multipla colpisce nel mondo 2-2,5 milioni di persone oltre 500mila negli Stati Uniti, 52mila in Italia.
Le cure attuali con interferone non portano alla guarigione, ma consentono di rallentare l’evoluzione della malattia e ritardare le progressive disabilità.
I risultati dei più importanti studi internazionali confermano anche nel trattamento a lungo termine (dopo 16 anni)l’aumento della sopravvivenza e la riduzione delle disabilità. I pazienti se trattati precocemente conservano la possibilità di compiere movimenti e di camminare.
Questa malattia autoimmune fu scoperta nel 1870, ma solo all’inizio degli anni Ottanta si sono identificate attraverso la genetica le sostanze per modulare la risposta del nostro sistema immunitario: cure efficaci per tenere la malattia sotto controllo.
Si stanno intensificando le ricerche sulle malattie autoimmuni: dal diabete all’artrite reumatoide, dalla malattia di Crohn all’epatite B e C.
Gli studi condotti da Schering hanno portato allo sviluppo dell’interferone beta-1b, il primo farmaco che ha ottenuto nel 1993 l’autorizzazione all’impiego per la cura della sclerosi multipla dalla Food and Drug Administration, il più importante organismo di controllo sanitario negli Stati Uniti.
La società farmaceutica tedesca Schering (26mila dipendenti, 4,9 miliardi di euro il volume di affari) ha investito lo scorso anno in ricerca 919 milioni di euro.
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