Leggi il settimanale

I milanesi bocciano Sala: la città non ha più anima

Per lo studio di Eumetra: amministrazione distante dai bisogni concreti. Sicurezza, carovita e degrado le priorità per chi verrà

I milanesi bocciano Sala: la città non ha più anima
00:00 00:00

"Milano mia portami via..." cantava Vecchioni in Luci a San Siro. Il senso della canzone era diverso ma le parole di chi abita oggi a Milano sono le stesse. Un'indagine condotta da Eumetra, commissionata dalla neo associazione "Dialoga", offre uno spaccato sulla percezione della città di chi la abita. Per il 65% degli intervistati la città è peggiorata: stiamo prendendo la direzione sbagliata. Lo affermano soprattutto le donne (71%) dai 45 anni in su, percentuale più alta fra chi risiede fra Gorla e la Stazione Centrale (73%). Quali i punti di forza? Per il 61% le offerte culturali, per il 49% la possibilità di fare sport e per il 47% lo sono le opportunità di lavoro. E la bocciatura da cosa dipende? Soprattutto dalla mancanza di sicurezza e dal caro vita. Alla domanda "è sicura" risponde affermativamente solo l'8%. Mentre i costi sono accettabili solo per il 7%. La ricerca, condotta dal sociologo Renato Mannheimer, è stata presentata ieri al Centro Internazionale di Brera, in occasione del primo evento dell'associazione "Dialoga" nata su iniziativa di alcuni professionisti, fra i quali l'avvocato Antonino La Lumia, "per costruire una politica nuova, radicata nei valori liberali europei e capace di ascoltare i cittadini". Fra i presenti Ciro Castone, avvocato generale alla Corte d'Appello di Bologna (è stato procuratore a Milano al Tribunale dei minorenni), Regina De Albertis, imprenditrice e presidente di Assimpredil, Carmelo Fontana, Presidente di Airia, Carla De Albertis, responsabile Cultura e Sociale dell'Osservatorio Metropolitano. Fra i politici c'erano Ignazio La Russa, Licia Ronzulli, gli eurodeputati Carlo Fidanza e Mario Mantovani oltre a vari parlamentari e consiglieri regionali.

Tornando al quadro emerso: il 71% considera fondamentale migliorare la sicurezza, sei su dieci giudicano molto diffuso il fenomeno delle baby gang e del degrado urbano. Quasi sei su dieci (il 63% delle donne) reputano molto utile il vigile di quartiere. Altrettanto pressante è il tema della casa e del costo della vita: il 78% degli intervistati concorda nel ritenere difficile permettersi un'abitazione in città, mentre solo il 7% considera Milano economicamente vivibile. Per i giovani e i ceti medi, l'inaccessibilità abitativa non è solo un disagio economico: è un ostacolo concreto alla permanenza in città.

Sul fronte delle istituzioni, il giudizio sull'amministrazione comunale è nettamente critico: il 53% degli intervistati esprime una valutazione negativa (voti da 1 a 5). L'amministrazione è riconosciuta come orientata all'innovazione, ma il 49% la giudica distante dai bisogni concreti dei cittadini e il 44% poco efficace. Le valutazioni più negative si concentrano fra la Barona, Lorenteggio e Quarto Oggiaro. Ma c'è un 12% che assegna alla giunta Sala voti fra 8 e 10. Quanto al futuro sindaco, i milanesi lo vorrebbero capace di garantire la sicurezza come dimensione quotidiana, vicino ai cittadini e ai quartieri, quindi onesto, trasparente e competente.

Per Mannheimer la ricerca "ha restituito un quadro piuttosto netto: i milanesi, pur dando un voto sufficiente alla loro città, la vivono con un disagio trasversale che genera un pessimismo sul futuro. I dati sulla sicurezza e sull'accessibilità abitativa sono i più evidenti: si chiede al nuovo sindaco di intervenire efficacemente".

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica