In un mondo perennemente mascherato dietro le fake news e le esibizioni narcisistiche da social i più sinceri e poetici restano loro: sono i "Musicisti del Silenzio" di Mummenschanz, la storica compagnia svizzera fondata a Parigi nel 1972 da alcuni mimi della scuola di Jacques Lecoq. Teatro e silenzio, questa la ricetta che, ancora oggi dopo più di mezzo secolo, Floriana Frassetto (l'unica rimasta in compagnia del trio fondatore con Bernie Schurch e Andres Bossard) porta in scena nel mondo e al Teatro Menotti da oggi a domenica con il titolo celebrativo di Mummenschanz 50 Years. Mascherata, è questo il significato di una parola tedesca che forse in Italia può risultare astrusa ma che è l'unico scoglio alla comprensione: perché i perfomer di Mummenschanz parlano tacendo (e senza nemmeno l'ausilio di una colonna sonora musicale) un linguaggio senza confini, fatto di movimenti, maschere in argilla, corpi in gommapiuma, volti di carta igienica, abitando un universo composto da un semplice sfondo scuro. Al suo primo approdo in Italia con questo nuovo show dedicato ai 50 anni di vita della compagnia (in verità ormai sono 53 tondi), Mummenschanz alterna numeri storici a numeri inediti. "Il pubblico italiano non li ha mai visti, a cominciare dal Duetto con Viola e Violoncello, che non suoneranno certifica Floriana Frassetto Per noi ogni spettacolo è un'occasione irripetibile, mai uguale a quella precedente. E questo perché l'interazione del pubblico è non solo bene accetta, ma stimolata. Talvolta dal pubblico arrivano stimoli che cambiano per il futuro gli stessi numeri".
Un pubblico - quello che applaude da decenni Mummenschanz - di adulti e bambini, senza confini di anagrafe e estrazione sociale: "I nostri numeri hanno un linguaggio che arriva diretto a tutte le età e culture prosegue la fondatrice L'esplosione di fantasia che portiamo in scena può essere letta diversamente". Silenziosi e piccoli, così alieni da una realtà crassa dove leader politici alzano la voce e scrivono in caratteri cubitali quando twittano.