I nostri voti potrebbero essere decisivi

I nostri voti potrebbero essere decisivi

Le prossime elezioni regionali sono in programma fra meno di un anno, ma i partiti cominciano già a scaldare i motori. Ad aprile del 2010 si voterà in tredici regioni, fra le quali il Lazio, attualmente governato dall’ex conduttore di “Mi manda Rai Tre”, Piero Marrazzo. «In modo pessimo» sottolinea il leader de La Destra ed ex presidente della Regione, Francesco Storace, che alle prossime regionali potrebbe proporre la propria candidatura «in assenza di chiarezza nei rapporti col centrodestra», dice.
Si voterà nella primavera del 2010: c’è quindi, tutto il tempo necessario da dedicare al confronto sulle varie possibilità di individuare una candidatura vincente...
«Il Pdl dovrà fare presto, scegliere un candidato credibile e proporre un programma costruttivo e concreto. La sinistra urlava contro di me, ma i cittadini si sono ormai resi conto che il Lazio è in mani palesemente inadeguate e può essere riconquistato solo se si costruisce con grande rapidità l’alternativa alla sinistra. I debiti sono aumentati, la corruzione ormai è ordinaria, Marrazzo ha fatto flop. Nel frattempo, però, sotto i riflettori è finita la legge elettorale, sulla quale sta lavorando in questi giorni la commissione Affari costituzionali e statutari della Regione, “in vista della proposta di revisione” della legge stessa».
Storace, secondo lei è giusto modificarla?
«Questo dibattito serve solo ad inasprire i rapporti politici. La legge elettorale si cambia se non garantisce governabilità. E quella vigente garantisce governabilità e rappresentanza. Modificarla è solo un dispetto».
Però se ne continua a parlare...
«Alla Pisana il dibattito è aperto su diversi fronti: sul mantenimento o meno del “listino”, sull’ineleggibilità a consigliere di amministratori comunali e provinciali, sulla surroga dei consiglieri-assessori, sull’innalzamento dello sbarramento alle liste che concorrono sia in coalizione che in solitaria, sulla possibilità, per ridurre le spese elettorali, di scorporare Roma dalla sua provincia, e di portare da una a due le preferenze».
Il presidente della commissione, D’Amato, è impegnato in un lavoro di verifica. Se la legge elettorale dovesse cambiare, quale scenario si verrebbe a creare nel Lazio e come potrebbero mutare gli equilibri politici esistenti?
«Credo che il Pdl, che ha la possibilità di dire no alla modifica della legge elettorale e di non farla approvare, rischierebbe di perdere alleati».
Portando lo sbarramento al 4 per cento cosa succederà?
«La semplificazione dei sistemi può rafforzare sia il ruolo dei consigli che la stabilità degli esecutivi, ma le soglie da sole bastano? Vorrebbe dire, ad esempio, rinunciare alle liste del presidente, vorrebbe dire che una lista forte in un particolare territorio ma non in tutta la regione, una civica ad esempio, non avrebbe diritto di rappresentanza alla regione. Già questo dice quanto sia assurda la discussione».
La proposta di revisione legislativa, comunque, sta sollevando numerose polemiche, anche perché, come è stato evidenziato da qualcuno, la legge attuale già garantisce stabilità a chi governa e rappresentanza alle forze politiche. È d’accordo?
«È esattamente quello che ho detto prima. I problemi del Lazio sono sanità, sociale, sviluppo. La legge elettorale serve solo a qualche partito, non ai cittadini».
Quale sarà il peso de La Destra alle prossime regionali?
«Alle amministrative nelle tre province dove si è votato, abbiamo raccolto, senza la mia candidatura, circa 15mila voti. Latina, Rieti e Frosinone rappresentano un quarto della regione. Puntare a una soglia minima di sessantamila voti e a due consiglieri regionali è il punto di partenza. E sessantamila voti questa volta faranno la differenza tra la vittoria e la sconfitta».
La grande incognita sarà, come sembra ora, l’Udc?
«Se va a sinistra, l’Udc perde un patrimonio. Alle amministrative la sua scelta ha favorito solo la sinistra che se ne è avvantaggiata per un proprio uomo a Rieti, ma a Frosinone ha sbagliato mossa e gli elettori non hanno seguito il partito di Casini. Credo che rifletteranno e stavolta saranno di qua. Comunque, la vittoria non dipende da loro ma dalla capacità di trovare un candidato capace di entusiasmare e portare milioni di elettori alle urne».
Un consiglio a D’Amato?
«Ricordarsi quando discusse la legge elettorale vigente con me».

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