I Pm confermano: Ricucci indagato per Rcs

da Milano

Stefano Ricucci è effettivamente indagato per aggiotaggio e per ostacolo all’attività di vigilanza nell’ambito dell’indagine sulla scalata di Rcs.
La notizia, riportata ieri dal Giornale e da altri quotidiani, è stata confermata da fonti giudiziarie. E il titolo della società editrice del Corriere della Sera, in cui Ricucci è arrivato a essere il primo azionista con una quota intorno al 20%, comincia a «scottare». Ieri è sceso in Borsa dell’1,65% a quota 5,617 euro. Con scambi nell’ordine dei 3 milioni di pezzi, passati di mano per poco più di uno 0,4% del capitale. Ora il titolo è più lontano dal suo massimo raggiunto il 2 agosto scorso a 6,805 euro, dove era salito con un incremento di oltre il 50% dal 24 febbraio, in cui fu registrato il minimo a 4,14 euro.
Intanto è stato convocato per il 14 settembre il patto di sindacato di Rcs. La riunione, che precederà quella del consiglio di amministrazione per i risultati semestrali del gruppo, viene definita «di routine» da ambienti vicini ai grandi soci. Slitta quindi, per il momento, la decisione sulla ripartizione della quota dell’1% messa a disposizione da Gemina a inizio agosto: l’argomento non è all’ordine del giorno della riunione che esaminerà la semestrale e indicherà il nome del sostituto di Natalino Irti (giurista vicino a Ricucci) in consiglio di amministrazione. Irti ha lasciato il cda di Rcs il 23 maggio scorso.
I grandi azionisti di Rcs non hanno fretta di chiudere l’operazione di ricollocamento della quota di Gemina proprio nel momento in cui le quotazioni del gruppo di via Rizzoli stanno scendendo. Allo stesso tempo anche per la famiglia Romiti, principale azionista di Gemina, i tempi di uscita da Rcs non sembrano determinanti.

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