I post contro Salvini, Putin e Israele dell'associazione musulmani di Bergamo

Sulla pagina Facebook dell'associazione che vuol trasformare una chiesa in moschea emergono post inquietanti su Matteo Salvini, Vladimir Putin e Gerusalemme, definita "eterna capitale della Palestina".

L’Associazione Musulmani di Bergamo che si è aggiudicata all’asta la cappella degli ex ospedali Riuniti e che intende trasformarla in luogo di culto islamico, quella stessa associazione che ha il consigliere, Imad el Joulani, coinvolto nell’inchiesta sulla “moschea fantasma”, lascia emergere anche un lato politico-militante sulla propria pagina Facebook (Associazione Musulmani di Bergamo).

Partendo dal contesto italiano è possibile visualizzare in data 16 ottobre il post del filmato realizzato dalle Iene sul Ministro dell’Interno Matteo Salvini e la Lega Nord, con tanto di commenti sottostanti come “vergogna” e “ignoranti!”.

A questo punto può sorgere lecito chiedersi perché un’associazione religiosa senta il bisogno di pubblicare filmati di stampo politico sulla propria pagina Facebook.

Andando poi nella sezione delle foto, in mezzo a immagini di eventi palesemente religiosi, ne emergono altre, tra cui un volantino di una manifestazione del dicembre 2017 tenutasi davanti alla stazione ferroviaria di Bergamo contro il riconoscimento da parte dell’amministrazione Usa di Gerusalemme come capitale d’Israele. Nel volantino si legge:

“Tutti conosciamo la stupida decisione di Trump. La comunità musulmana di Bergamo, con tutti i suoi uomini, donne e bambini aderisce alla manifestazione per sostenere la città santa di Gerusalemme, l’eterna capitale della Palestina”.

Emergono poi altre immagini che incitano alla “Palestina libera” e con tanto di stemmi di Potere al Popolo. Interessante anche un’altra immagine nella quale Trump viene affiancato ad Adolf Hitler.

Vi sono poi immagini del dicembre 2016 a Milano, altra manifestazione, dove questa volta vengono immortalati soggetti con bandiere della cosiddetta “resistenza siriana” assieme a militanti ucraini, tutti assieme dietro un cartello con i colori ucraini e la scritta “stop Putin, stop war”.

In altri cartelli si legge “Il popolo siriano in sterminio dalle bombe della Russia e dell’Iran” e ancora “In Aleppo c’è uno sterminio di bambini e donne sotto le bombe russe e iraniane”.

Evidentemente c’è chi all’interno della comunità islamica di Bergamo non ha gradito l’intervento russo contro quei jihadisti tagliagole che in alcuni ambienti vengono ancora chiamati “resistenza siriana”.

Insomma, la pagina Facebook dell’Associazione Musulmani di Bergamo lascia emergere un lato militante che pone al centro dell’attenzione per l’ennesima volta la difficoltà di ceri ambienti islamici nel separare la politica dalla religione, base di quello che poi spesso degenera in islamismo radicale.

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