«I sindacati bloccano gli straordinari e noi perdiamo il lavoro»

Lissone (Monza e Brianza)C’è parecchio lavoro, arrivano commesse da tutto il mondo e ordinazioni da rispettare. E che cosa fanno i sindacati? Impongono agli operai di non fare neppure un’ora di straordinario. Succede alla Oeb di Lissone, in Brianza, l’azienda conosciuta in tutto il mondo per aver inventato la famosa vite Brugola. Il presidente, Giannantonio Brugola, non riesce a farsene una ragione. «Stiamo attraversando un periodo di grave depressione economica, mentre noi, grazie al cielo, abbiamo picchi di lavoro davvero consistenti. Ci siamo permessi di chiedere ai dipendenti qualche ora di straordinario. E qual è stata la risposta dei sindacati, Cgil in testa? «Bene, hanno tassativamente deciso di attuare il blocco degli straordinari».
Il presidente sobbalza sulla poltrona, la posizione delle organizzazioni sindacale non riesce proprio a digerirla. «Ma pensi un po’ - si infervora -. Ci sono arrivate diverse commesse, ordinativi che dobbiamo onorare altrimenti rischiamo di perdere i clienti, che sono, tanto per citarne alcuni, Ford, Nissan, Volkswagen, Renault e Opel. Mi domando spesso dove vogliono arrivare questi dirigenti sindacali. Forse preferiscono farmi chiudere e così lasciare a casa 270 dipendenti? Se è questo il loro modo di difendere gli interessi dei lavoratori me lo dicano chiaro e tondo». Il 23% dei motori che girano in tutto il mondo sono tenuti insieme dalle viti di testata che escono dalla fabbrica di Lissone. Ne produce sei milioni ogni giorno. Fondata nel 1926 da Egidio Brugola, l’azienda ha sempre fatto delle parole «solidarietà sociale» un marchio indelebile. Quando era un lusso mettere insieme il pranzo con la cena, alla Brugola istituirono la mensa aziendale gratuita. Poi regalarono una bicicletta a tutti i dipendenti e uno scooter ai dirigenti. «Mi creda - insiste il presidente - quest’anno al tribunale di Monza 1.800 ditte hanno presentato istanze di chiusura o fallimento, e noi che abbiamo lavoro siamo stroncati dal sindacato. E pensare che nei primi mesi del 2010 abbiamo assunto 20 persone. Ancora oggi garantiamo la mensa senza trattenere un euro ai nostri 270 dipendenti. Non abbiamo mai delocalizzato, ho investito tutto nel nostro Paese, perché credo nell’Italia che deve superare questo periodo di crisi. Eppure...». Eppure, cavalier Brugola? «Eppure, mi chiedo se ne è valsa la pena, visto quello che mi sta succedendo. Sa, noi vendiamo la componentistica di fissaggio in Cina. Esportiamo in quel Paese, non importiamo. Capito?». Ma ha spiegato bene la questione ai vertici del sindacato? «Sta scherzando - incalza il presidente della Oeb - mi sono dichiarato disposto a pagare il lavoro extra con una maggiorazione del 30%, rispetto al 25. Niente, mi hanno risposto picche. Pretendevano il 50. Impensabile, non tengono conto della concorrenza. Ci siamo rivolti anche all’assessore regionale Gianni Rossoni con lo scopo di aprire un tavolo per la trattativa, perché a livello locale è saltato tutto. In questo momento non me l’aspettavo proprio. Sono degli irresponsabili. Non dico altro».

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