Forse solo Muccino poteva trasformare una storia di un tradimento quasi banale con il professore di filosofia alla Sapienza (Stefano Accorsi) che perde la testa per una studentessa che di nome fa Blu (la promettente e quasi esordiente Beatrice Savignani) in una specie di avvincente noir alla fine del quale un gruppo di borghesi mostra tutto il proprio abisso morale.
Sì perché al centro di Le cose non dette, che è anche il titolo della canzone firmata da Mahmood, da giovedì in sala, c'è un viaggio a Tangeri (fotografata da Fabio Zamarion) di due coppie di amici, una formata da Carlo e Elisa, lui appunto professore e scrittore, lei (Miriam Leone) giornalista affermata di Vanity Fair Italia i cui pezzi vengono addirittura pubblicati dalla rivista statunitense, e l'altra da Anna (Carolina Crescentini) e Paolo (Claudio Santamaria), con la loro figlia adolescente, Vittoria (Margherita Pantaleo).
Proprio durante questa vacanza, che nelle loro intenzioni sarebbe dovuta servire a rinsaldare i rispettivi legami diventati dopo tanti anni un po' problematici, appare la giovane Blu che, sottolinea Muccino, è il detonatore, perché "porta la fame di vita, la libertà, l'anarchia del desiderio. Ma è anche la realtà brutale che irrompe nelle vite degli adulti, costringendoli a smettere di fingere. La possibilità di un amore la trasforma da musa selvaggia a creatura vulnerabile che obbliga tutti a guardare la verità".
Tratto dal libro Siracusa di Delia Ephron (Fazi Editore), la sorella della grande sceneggiatrice Nora (con cui ha scritto parecchi film tra cui C'è posta per te) che ha collaborato alla sceneggiatura con Muccino, Le cose non dette, prodotto da Lotus Production con Rai Cinema e Asa Nisi Masa (la casa di produzione di Muccino dal nome felliniano) sposta appunto dalla Sicilia al Marocco il detour del viaggio: "Molti avevano già provato ad adattare questo libro e non c'erano riusciti rivela il regista che è in tournée con la regia teatrale di A casa tutti bene dopo l'omonimo film e la serie tv ma il plot era talmente chiaro e avvincente che è stato uno dei lavori più veloci di sempre, ci ho impiegato 25 giorni a scriverlo. Quei personaggi li conoscevo già perché corrispondevano a molti della mia filmografia che sono in cerca di felicità e di relazioni serene che spesso non riescono a trovare".
A interpretare la coppia principale, Stefano Accorsi e Miriam Leone ancora una volta insieme dopo Amata di Elisa Amoruso: "Questo film dice l'attrice parla di quanto siano fragili le relazioni umane e riguarda tutti noi che, in qualche misura, facciamo fatica ad accettare una verità scomoda e spesso facciamo finta di non vedere cose".
Accorsi torna invece a lavorare con Muccino dopo L'ultimo bacio dove anche lì perdeva la testa per una giovanissima: "Sono sempre felice di lavorare con lui perché i suoi film e i suoi personaggi raccontano qualcosa di noi, magari proprio quella parte che non ci piace vedere e ammettere. Muccino ci fa passare dal vedere e giudicare qualcuno, al capire noi stessi".