Imprese del Lazio: costante crescita

Sabrina La Stella

Il futuro dell’impresa laziale promette bene. L’anno appena concluso sembra aver regalato al 2006 le premesse necessarie, imprimendo una spinta alla nostra regione che oggi sembra economicamente in corsa. La fotografia scattata da Federlazio nell’ultimo semestre 2005 mostra infatti la piccola e media impresa regionale in netta ripresa rispetto alla prima metà dello scorso anno. Il saldo attivo riguarda sia gli ordinativi (in particolare nel settore dei servizi), sia il fatturato. Un risultato che ha permesso di conquistare, per quasi tutte le realtà produttive - a eccezione delle microimprese - una maggiore stabilità aziendale ed una maggiore propensione agli investimenti (da +27 a +39). Prime in classifica nella corsa all’espansione sono le aziende chimiche, le metalmeccaniche e l’abbigliamento. Ed è coerente con il resto del quadro la produzione, pure in aumento.
Ma secondo le previsioni di Federlazio, nei prossimi mesi si troverà a soddisfare più il fronte estero (Unione Europea e area extra UE) e meno il mercato interno. Per quanto riguarda infine la demografia delle imprese, nel terzo trimestre 2005 il tasso di crescita totale nel Lazio è stato pari allo 0,46% rispetto allo 0,40% del resto d’Italia e a questo risultato hanno contribuito soprattutto le società di capitali (+1,21%).
«Certamente tutte le province del Lazio sono riuscite, nel secondo semestre del 2005, a sfruttare l’effetto traino determinato dalla crescita della Capitale» commenta il Presidente Federlazio Massimo Tabacchiera, che ha presentato ieri i risultati dell’indagine condotta su 350 aziende campione (il 10% delle 3.500 Piccole e Medie Imprese associate).
«La recessione attraversata dall’Italia alla fine del 2004 a causa della variazione negativa del Pil - si legge nella relazione di Federlazio - è stata superata grazie al recupero della ricchezza prodotta nella seconda parte del 2005».
Il risveglio delle imprese laziali dunque va inserito in una ripresa più generale, minacciata però da due paure del Presidente Tabacchiera: «Il rialzo dei tassi d’interesse BCE e il prezzo del greggio, in seguito alle ultime tensioni legate al mercato del gas naturale».