Incontro riparatore a Tokyo con il vicesindaco per le vittime del conto-truffa

A giugno due fidanzati giapponesi pagarono 695 euro per un pranzo al ristorante il Passetto, poi rifiutarono l'offerta del ministro Brambilla di un nuovo viaggio a spese del governo italiano. Ora la «riconciliazione» con Mauro Cutrufo

Lo scorso giugno, mentre erano in vacanza a Roma, erano stati vittima di un clamoroso conto-truffa in un noto ristorante del centro storico, il Passetto. Ben 695 euro per due antipasti, due primi, due secondi e due coppette di gelato. I fidanzati giapponesi, però, non si erano lasciati raggirare e, dopo aver inutilmente tentato di protestare pensando ingenuamente ad un errore, avevano pagato e subito denunciato alla polizia il fattaccio. Una brutta figura internazionale alla quale il ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla aveva cercato di porre rimedio offrendo ai due turisti nipponici un viaggio riparatore in Italia. Offerta respinta al mittente, però, («perché sarebbe stata un'inutile spesa fatta con le tasse del popolo italiano»), con grande dispiacere del ministro. Lo strappo si sta comunque ricucendo per altre vie. Yasuyuki Yamada e la sua fidanzata hanno infatti accettato di incontrare il vicesindaco con delega al Turismo, Mario Cutrufo, che la prossima settimana sarà a Tokyo per promuovere Roma e partecipare alla fiera internazionale del turismo. Il prossimo 19 settembre, dunque, ci sarà l'attesa «riconciliazione», festeggiata in una popolare pizzeria di Tokyo, con una cena a base di mozzarella di bufala. I due giovani vogliono così chiudere questa storiaccia, «evitando che si continui a scrivere male dell'Italia». «Mi è capitato di guardare diverse volte su Internet - ha detto Yamada - e di leggere cose negative sull'Italia, ma anche critiche su quello che mi è capitato e sulle interpretazioni del mio comportamento. Addirittura si è ipotizzato che io abbia scelto cosa mangiare quella famosa sera, non solo a piacimento, ma chiedendo le cose più costose. Sono dispiaciuto e vorrei risolvere questo caso una volta per tutte».