Indagine Papponi addio: sempre più lucciole «libere»

Spariscono gli sfruttatori, come sostiene il capo della squadra mobile Francesco Messina, ma non le prostitute, come dimostrano i dati aggiornati dal vice sindaco Riccardo De Corato. Un’apparente contraddizione dovuta a una sorta di «mutazione» nel mondo della strada. A fronte di una cambiamento di interessi (economici ovviamente) delle organizzazioni criminali che trovano più redditizi altri traffici, le donne decidono di vendersi, e gestirsi, da sole da sole. «Cinque pattuglie di vigili in borghese hanno effettuato due blitz negli ultimi sette giorni in Tibaldi, Toscana, Vittadini, Liguria, Spezia, Monterosa, Salmoiraghi/Montichiari, Leoncavallo, Teodosio, Sarca, Chiese, Abruzzi, Ortles, Zara, piazzale Loreto. Sono state controllate 160 persone e 90 veicoli: 74 le multe da 450 euro a prostitute di cui 57 romene per un ammontare di circa 33 mila euro. Portando così a 6580 le multe, per un totale di 3 milioni, nei primi sei mesi del 2009» precisa De Corato. Ma di fronte alla crescita esponenziale delle prostitute, cala il numero degli sfruttatori arrestati. «Perché il fenomeno è ormai residuale - spiega Messina - Se infatti si tolgono alcune organizzazioni nigeriane e sudamericane ormai la figura del “pappone” sta sparendo. Le vecchie gang albanesi hanno virato i loro interessi sulla droga, quindi non sono più interessate a rapire donne da avviare alla prostituzione. Ma le strade milanesi hanno continuato a essere piene, soprattutto straniere e in particolare dell’Est Europa che scelgono di prostituirsi. Ma volontariamente e per un periodo limitato per poi tornare a casa con i soldi guadagnati.

Quasi sempre appoggiandosi, durante il loro soggiorno, ad altri connazionali. Questo rende più difficile la repressione del fenomeno perché è reato solo lo sfruttamento, non vendersi volontariamente».
Enrico Silvestri

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