Inflazione all’1,8%, la più bassa dal 1999

In leggero calo gli alimentari, i maggiori rincari legati al greggio

Antonio Signorini

da Roma

Prezzi in calo a giugno. Secondo la stima provvisoria diffusa dall’Istat l’inflazione, dopo essere stata ferma per cinque mesi all’1,9 per cento, è scesa all’1,8 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Si tratta dell’aumento dei prezzi più contenuto dell’era-euro, visto che per ritrovare un’inflazione così bassa bisogna tornare al settembre 1999, quando era ancora in vigore la vecchia divisa. Ancora più sensibile il calo dell’indice armonizzato che considera anche le variazioni temporanee di prezzi come possono essere quelle dei saldi: dal 2,3 per cento di maggio l’inflazione così come è calcolata a Bruxelles è scesa al 2,1 per cento. I prezzi italiani di giugno sono quindi in linea con quelli degli altri Paesi della moneta unica visto che, secondo la stima flash diffusa da Eurostat, a giugno l’inflazione di Eurolandia è cresciuta al 2,1 per cento dall’1,9 di maggio. A confermare la tendenza ci sono anche i prezzi alla produzione dell’industria italiana che a maggio hanno segnato il meno 0,4 per cento su aprile e un aumento rispetto al 2004 del 3,1 per cento.
Si tratta di un altro indice positivo per l’Italia dopo i dati Istat sulla produzione industriale in ripresa e quelli sulla disoccupazione in calo. «Sono assolutamente soddisfatto», commenta il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. «È la terza buona notizia in pochi giorni», incalza il ministro del Welfare Roberto Maroni. «Ora - ha aggiunto il ministro alle Attività produttive, Claudio Scajola - dobbiamo stimolare i consumi e favorire la ripresa della domanda».
Ma tra i consumatori, i sindacati e le opposizioni di centrosinistra prevale lo scetticismo se non una lettura negativa. Il responsabile lavoro dei Democratici di sinistra, Cesare Damiano, mette in dubbio l’attendibilità del paniere Istat e spiega il raffreddamento dei prezzi con un calo dei consumi. «Non si capisce come l’inflazione possa essere in discesa quando la benzina ha raggiunto livelli record», ha commentato il presidente del Codacons Carlo Rienzi.
Tra i beni che hanno registrato i rincari più consistenti rispetto al 2004 ci sono effettivamente quelli legati al consumo di greggio, anche se sono cresciuti in misura minore rispetto al mese precedente. I prezzi dei beni energetici, ad esempio, sono aumentati del 7,1 per cento a giugno contro l’8,2 per cento di maggio. Su base mensile i listini delle stesse merci hanno addirittura segnato un calo dello 0,2 per cento. Anche la benzina, pur mantenendo consistenti aumenti rispetto all’anno scorso (5,5 per cento) in giugno ha registrato un calo dell’1,6 per cento. Meno conveniente il gasolio che rispetto a maggio ha registrato una diminuzione del prezzo dimezzata in confronto alla benzina e che, sul 2004, è rincarato del 14,9 per cento. Tra i prezzi in calo quelli degli alimentari, ma solo rispetto al giugno 2004 con un meno 0,1 per cento, mentre la variazione mensile è stata nulla.
A raffreddare l’inflazione sono stati soprattutto i beni hi-tech e le comunicazioni che hanno registrato una variazione negativa del 4,4 per cento rispetto all’anno scorso e dello 0,5 se il confronto è con il maggio scorso. Segno meno anche per i servizi sanitari (-1,5 per cento) e, nel dettaglio del settore alimentare, spiccano a sorpresa gli «sconti» sugli ortaggi (-2,1 per cento). Tra gli aumenti più consistenti ci sono quelli relativi alle bevande alcoliche e i tabacchi (5,3 per cento), abitazione, acqua ed elettricità e i trasporti (4,2 per cento). Boom per i biglietti aerei che sono saliti del 23,6 per cento.
Per quanto riguarda la distribuzione territoriale dei rincari, le città campione hanno tutte registrato variazioni nulle, a parte Genova, Palermo, Perugia e Trieste dove i prezzi sono aumentati dello 0,1 per cento rispetto a maggio. Su base annua Torino e Napoli sono le più care (2,3 per cento), mentre Milano e Bologna le più convenienti con l’inflazione ferma all’1,3 per cento. Secondo l’Isae i prezzi dovrebbero stabilizzarsi su questi livelli, anche grazie alla decisione del governo di congelare la bolletta elettrica. L’Istituto di studi e analisi economica del Tesoro vede prospettive per i consumatori «relativamente favorevoli», ma già in autunno - avverte - l’inflazione potrebbe risvegliarsi.

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