Integrazione per 750 nomadi di Salone

Da oggi 750 nomadi che abitano nel campo autorizzato di Salone hanno il primo documento di residenza regolare. Il Dast (documento di autorizzazione allo stazionamento temporaneo), è stato consegnato loro ieri mattina personalmente dall’assessore alle Politiche Sociali Sveva Belviso.
Il documento, che riporta generalità e foto di ognuno, è stato rilasciato a quanti hanno dimostrato di avere un permesso di soggiorno o carta d’identità valida, una presenza sul territorio da almeno 10 anni e che non avevano alle spalle condanne per reati gravi. Due anni la durata del Dast, prorogabile per altri 24 mesi. I residenti di Salone prima di ricevere il documento si sono impegnati a osservare norme come il canone mensile per l’uso della piazzola e dei servizi del campo, le utenze per i consumi familiari, l’assolvimento dell’obbligo scolastico per i bambini e la frequenza alle attività di integrazione sociale previste dal campo.
«Oggi inauguriamo una nuova fase - ha detto Belviso rivolta agli abitanti di Salone - aggiungiamo un nuovo tassello al Piano Nomadi. L’amministrazione vi dà fiducia e con questo documento potrete avere una formazione e un lavoro. Abbiamo anche “graziato”, sotto indicazione del commissario per l’emergenza nomadi, reati come piccoli furti in età giovanile, (che si è voluto giustificare), ma da questo momento l’osservanza delle regole è un prerequisito fondamentale».
Hakija Husovic, classe 1964, è il primo nomade regolarmente residente nel Comune di Roma. Insieme alla moglie Luludi ha ricevuto il Dast per lui e la famiglia. «Vivo in Italia da 40 anni - racconta - e ora con questo documento, sono fiducioso in una svolta per la vita mia e dei miei figli». Husovich, artigiano originario della Bosnia, ha sei figli, di cui due ancora minorenni e fino a qualche tempo fa viveva con loro nel campo di Casilino ’900. «Con questo documento potremo finalmente lavorare e costruirci un futuro migliore - dice -. Per i miei nipoti sogno una laurea e un ufficio. E magari, un giorno, potranno diventare anche loro “capi” di qualcuno».
«È un fatto storico che finalmente grazie alla consegna del Dast i rom della città di Roma abbiano finalmente un documento di riconoscimento utile sia a loro stessi che a tutti i romani, nell’ottica di una reciproca garanzia sulla certezza dell’identità - dichiara il delegato del sindaco per le politiche della sicurezza Urbana, Giorgio Ciardi -. Nel ringraziare il Prefetto di Roma e l’fficio stranieri della questura, voglio sottolineare il costante impegno dell’amministrazione capitolina in qualità di soggetto attuatore e lo sforzo di coloro che hanno affrontato una scommessa che mai nessuno nella nostra città ha avuto la forza e la lungimiranza di contrarre». «Questo - conclude Ciardi - al fine di costruire quel percorso di legalità e integrazione che è la strada obbligata per dare vita a una vera accoglienza sul nostro territorio, e rappresenta uno dei punti programmatici fondamentali dell’amministrazione guidata da Gianni Alemanno».

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