Intercettazioni, stallo su minori e processi

Roma - La commissione Giustizia del Senato approva 9 degli 11 emendamenti presentati da Pdl e Lega alla legge sulle intercettazioni, respingendo tutte le proposte di modifica dell’opposizione. Ma accantona due norme, sulle quali deciderà dalle 12 di martedì prossimo. E sono due punti molto delicati: la norma transitoria per i processi in corso e quella sull’arresto in flagrante per i reati di violenza sui minori. Ma c’è anche un terzo punto. È quello sul segreto di Stato. È l’ultimo emendamento presentato dal governo. E prevede l’ipotesi colposa di rivelazione di notizie da parte degli 007.
Nel vertice della maggioranza di ieri pomeriggio, a Palazzo Madama, si è deciso che non si cambierà il limite massimo dei 75 giorni per le intercettazioni, come invece continuano a chiedere i finiani, i quali insistono anche su modifiche alla norma transitoria.

Il Guardasigilli Angelino Alfano, il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, i senatori Pietro Longo e Giuseppe Valentino e il relatore del ddl Roberto Centaro, nell’incontro mettono dei paletti precisi e non sembrano disponibili ad altre concessioni. Lo conferma un altro dei presenti, il presidente della Commissione giustizia del Senato, Filippo Berselli: «Il termine previsto dal ddl sulla durata massima delle intercettazioni non si tocca: 75 giorni sono più che sufficienti».

L’esponente del Pdl aggiunge che il rinvio a martedì della Commissione per nuovi approfondimenti vuole «evitare polemiche e strumentalizzazioni mediatiche: non vogliamo certo passare come il governo amico dei pedofili e altre castronerie del genere».
Si aspetta una parola finale dal vertice di maggioranza con il premier Silvio Berlusconi oggi a palazzo Grazioli. Ma la disponibilità a nuovi ammorbidimenti sembra minima. Sulla norma transitoria Gasparri assicura che «nei procedimenti in corso ciò che si è fatto finora con le intercettazioni rimarrà valido anche con le nuove norme, non si azzera il lavoro». Spiega che la maggioranza ha già presentato le proprie modifiche e se nel partito ci sono «motivi di dissenso o divergenze di opinioni», si deve discutere negli organi appropriati».

Quanto all’arresto per chi viene colto in flagranza di reato di violenza sui minori, la maggioranza sembra determinata a smorzarla, contro il parere del Pd, in modo da evitare il carcere per i casi meno gravi. «Per esempio - spiega il sottosegretario Caliendo - quando un diciassettenne e una tredicenne sono colti ad avere un rapporto. Al momento, per loro, è previsto il carcere. La norma va modificata su questo punto». Il vicepresidente del gruppo Pd al Senato, Felice Casson, teme però che la norma possa «favorire anche i casi dei cosiddetti preti pedofili». E il segretario Pierluigi Bersani afferma: «Questo ddl è una cosa vergognosa e insostenibile». E per il portavoce dell’Idv, Leoluca Orlando, «la verità sui mandanti delle stragi del ’92 e ’93 è a rischio».

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