Marta e Michele avevano un negozio da vent'anni, un figlio e due dipendenti in un paese del Sud. Ha chiuso, non hanno trovato lavoro e sono tornati dai genitori di lei, prendendo il posto della badante romena. Silvia a Roma ha perso il lavoro, è stata sfrattata perché non ce la faceva a pagare l'affitto, e ora si arrangia aiutando una signora, sua ex vicina, ma non vuol dire che fa la badante. Lucrezia si era sposata a nord, poi ha divorziato, per un po' ha fatto la pr, poi non ha retto, ora si è unita a un'altra donna separata che insegna, a un'altra amica senza lavoro e tutte insieme convivono con una signora anziana che viveva da sola in una grande casa e cercava compagnia e, un domani, assistenza. Tre storie vere, diverse ed uguali, a sud, al centro e a nord, che raccontano l'Italia di oggi. Non sono storie a lieto fine, dietro quelle situazioni ci sono lacrime, depressioni e un po' di vergogna, come un fallimento o una sconfitta. E di negativo c'è anche l'effetto a catena, le badanti straniere che hanno perso il lavoro. Ma sono storie non finite in tragedia, che fanno di necessità virtù e ridisegnano a sorpresa la nostra società.
Le italiane tornano a fare le badanti, magari dei loro famigliari, gli anziani ritrovano compagnia, le famiglie tornano a riunirsi per bisogno, le solitudini mutano in comunità solidali. Non mancano tenerezze. Chissà quanto dureranno queste situazioni, il finale è aperto; però non tutti i mali vengono (solo) per nuocere. La vita si riapre, la scopriremo solo vivendo.Così l’Italia si scopre badante
Le italiane tornano a fare le badanti, magari dei loro famigliari, gli anziani ritrovano compagnia, le famiglie tornano a riunirsi per bisogno, le solitudini mutano in comunità solidali
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