Come clonare il capolista

Clonare Berlusconi è possibile, è previsto dalla legge e ci sono precedenti

Clonare Berlusconi è possibile, è previsto dalla legge e ci sono precedenti. Potito Perruggini, barese, volpone di scuola dc, poi forzista, mastica liste ed elezioni da più di vent'anni e mi confida la trovata partendo da alcuni esempi. Vi ricordate Pannella che si candida come «Giacinto detto Marco» e sapete che a Roma di recente si è candidato tale «Andrea Alzetta detto Tarzan»? Vi sono vagoni di alias nelle liste. Ma sapete, soprattutto, che alle ultime elezioni romane c'è stato addirittura un candidato al Comune che ha fatto presentare col suo cognome, Bianconi, tutti i candidati collegati nei municipi, per evitare la dispersione delle preferenze al Comune? Idem successe con Tredicine. Secondo Potito, Forza Italia può candidare in ogni circoscrizione uno che accanto al suo nome e cognome presenti un alias: per esempio, Giovanni Toti «detto Berlusconi». A che scopo? Uno, la possibilità simbolica e polemica di votare Berlusconi anche se non si può candidare. Due, evitare il rischio che vengano annullate le schede su cui è scritto il nome Berlusconi (e con l'orientamento prevalente nei seggi il rischio è alto). Tre, disinnescare la miccia di una gara sulle preferenze tra i capilista delle cinque circoscrizioni. L'idea iniziale di Potito era lanciare un movimento solidale col leader interdetto «Siamo tutti Berlusconi». Poi è venuta fuori questa trovata. Si può fare, è opportuno aprire un contenzioso sul voto? Non lo so, però l'idea è curiosa e creativa. Oddio, Berlusconi è un virus e si trasmette col voto...

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