Gioconda di nome, non di fatto

Dopo la raccolta di firme anche alla Camera per far tornare a Firenze la Gioconda, riceviamo dall'interessata una missiva

Gioconda di nome, non di fatto

Dopo la raccolta di firme anche alla Camera per far tornare a Firenze la Gioconda, riceviamo dall'interessata la seguente missiva:

Ovvia, bischeri, volete finirla di darmi il tormento da cinquecent'anni? Da quando quel benedett'omo che faceva tanti mestieri - come si nomava? Lionardo - s'incaponì a farmi il ritratto, persi la pace. Sono la faccia più famosa del mondo, mi visitano in tanti e mi coglionano altrettanti. Sto su facebook da cinque secoli prima che l'inventassero. Non ho diritto pur'io alla privacy, come dite voi barbari, nun c'era un editto? E il diritto della donna, come dite costì, per me nun vale?

Prima le facezie sur nome e lo sguardo ebete, come se gioconda volesse di' grulla; ma 'mbecilli sarete voi che non ci avete scritto in fronte gioconda perché siete gonzi tristi. Poi mi rubarno dal museo e mi deportarno. Poscia le caricature, e non solo de' monelli ma pure d'artisti come Dusciampo, AndiVarollo e Botero. E tanta réclame. Non vi dico poi le maldicenze, Madonna bona, su' rapporti intimi col pittore. Hanno detto che ero n'omo perché al maestro garbavano l'omini più che le donzelle.

Ma che sapete voi del pennello di Lionardo? Poi si so' messi i beccamorti a cercà l'ossa mie e de' miei, hanno scavato ne' monasteri e tombe per trovare le mi' spoglie e capire s'ero veramente Monna Lisa Gherardini e se somigliavo al ritratto. Ma nun capite, o bischeri, che l'arte è divina perché trascura le picciole storie de vita umana? O' la finite, balordi, di starmi addosso? Nun m'ha mica nominata Renzi.

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