La resurrezione va online

A Pasqua la tecnologia sostituisce la religione e ci promette un modo alternativo per realizzare a casa e subito la resurrezione dei morti

A Pasqua la tecnologia sostituisce la religione e ci promette un modo alternativo per realizzare a casa e subito la resurrezione dei morti. Sulle pagine del Giornale - e pure sul Times di Londra - è comparsa nei giorni scorsi la storia di un imprenditore romeno, Marius Ursache, che ha approntato un software chiamato Eterni.me.

Immettendo tutti i dati disponibili della persona scomparsa - foto, filmati, mail, post, blog - si costituirà un avatar che avrà la sua personalità, le sue sembianze e continuerà a parlare come lui. Così potrete interpellare il defunto, senza tavolino a tre gambe, trance e medium, ma semplicemente collegandovi col vostro computer. E lui vi risponderà sulla base dei dati che avrete immesso nella sua urna tecnologica, magari in forma di nuvola, i-cloud, che rende l'idea del defunto assurto in cielo.

Avatar nella tradizione induista sta per colui che discende e s'incarna; ma gli indù pensavano a un dio e non a un comune mortale. La chiave dell'immortalità stavolta non è l'anima ma l'algoritmo e il sepolcro in cui avverrà la resurrezione sarà una piattaforma on-line. Potremmo buttarla sul ridere, se la vediamo come la nuova versione del filmino di nozze prolungato all'infinito in un serial interattivo.

O potremmo buttarla sul piangere, perché perduta la Pasqua di Resurrezione, ci illudiamo con la pasquetta della tecnologia, con gita simulata fuori porta. Ma optiamo per la terza via: come ci deve mancare la promessa religiosa d'immortalità se cerchiamo i surrogati in un fantasma tecnologico. Da internet a eternet, che fame d'eternità c'è in giro...

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