La retorica impunita

A che serve riprendere quarant'anni dopo la retorica della mobilitazione antifascista sulle stragi impunite?

A che serve riprendere quarant'anni dopo la retorica della mobilitazione antifascista sulle stragi impunite? Abolire il segreto di Stato è stata un'altra furbata di Renzi perché è una mossa ad effetto; ma della verità non si troveranno più nemmeno le ossa. In compenso saranno resuscitati i professionisti dello stragismo. E alcuni magistrati ribalteranno alcune sentenze usando una formula inquietante che già si affaccia nei nostri tribunali: quella sentenza è «illogica» e dunque va riscritta. Non conta la verità dei fatti o l'assenza di prove, ma se una sentenza è logica o illogica. Siamo al teorema ideo-logico.

Ma sullo stragismo vorrei capire cosa muove i figli di vittime illustri delle Brigate rosse o di Lotta Continua a concentrare la loro attenzione retroattiva sulle stragi impunite con una chiave di lettura che fu assunta a priori: chiara marca fascista con l'appoggio dei poteri oscuri. Tesi in molti casi non confermata: i fascisti delle stragi, quando non sono stati incriminati solo per un teorema, sono stati usati come manovalanza in un disegno più grande di loro, tra poteri di Stato più o meno deviati, servizi segreti di potenze straniere e criminalità mafiosa. E l'effetto politico delle stragi non fu destabilizzare ma stabilizzare il sistema (e ghettizzare il Msi allora in ascesa). Invece i suddetti orfani per mano del terrorismo rosso, magari scrivono a fianco dei carnefici dei loro padri, senza problemi, ma si mobilitano contro l'Uomo Nero del Passato. E la sinistra, grata, apre loro carriere luminose.

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