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Ora Albanese è a un bivio, adesso volete i manganelli e La Stampa: quindi, oggi...

Quindi, oggi...: Repubblica e i giornalisti che chiedono aiuto alla polizia, ha ragione Casalino e i Pro Pal

Ora Albanese è a un bivio, adesso volete i manganelli e La Stampa: quindi, oggi...
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- Oggi solo due o tre cosette semplici semplici.

- La prima non può che essere Francesca Albanese, la quale evidentemente fa molta fatica - ma molta ormai - a pesare le parole come si richiede a chi riveste un ruolo così importante nell'Onu. Io non sono uno di quelli che ritiene i giornali così importanti o un "presidio indispensabile della democrazia". Ma non si può affermare che la devastazione dei Pro Pal è sì da condannare ma resta "un monito" per i quotidiani che non hanno coperto la guerra in Palestina come vuole lei. È inaccettabile tanto quanto affermare che Hamas ha anche costruito scuole. O che il 7 ottobre non va citato ogni qual volta si parla di Gaza. O che i terroristi devono essere "capiti".

- Se uno mette insieme le ultime uscite della Albanese viene quasi da chiedersi come abbiamo fatto a darle credito sin qui.

- Adesso Nostra Signora dei Pro Pal è a un bivio. Di sicuro il Pd non può più candidarla. E adesso potrebbero fare un po' di fatica anche i grillini e forse, dico forse, Avs che dopo aver mandato a Bruxelles la scheggia impazzita di Ilaria Salis mi auguro che la prossima volta ci penserà due volte. La verità è che il partito che più si confà alla Albanese è Potere al Popolo, il più Pro Pal dei Pro Pal, ma dubito che questo riuscirebbe a portarla lontano.

- Rocco Casalino ne ha detta una giusta, ovvero che Schlein col suo rifiutare l'invito a Atreju dopo che era stato previsto anche Conte ha dimostrato tutta la strafottenza del PD che considera il M5S non al suo livello e Avs una sorta di pupazzetti da portare sul palco se dall'altra parte ci sono Salvini e Tajani. Ha provato a fare la furba per sfidare Meloni e ha preso l'ennesima scoppola.

- Oggi leggo ancora i giornali del gruppo Gedi e alcuni suoi cronisti chiedersi dove fosse la polizia in quel momento. E se anche ci fosse stata? Cosa avrebbe potuto fare se non "caricare" gli antifà e menare duro coi manganelli? E così, il giorno dopo, magari La Stampa e Repubblica si sarebbero indignati per la repressione. Non potete invocare la protezione della polizia quando siete voi stessi a schifarla e considerarla "fascista". Di fronte alla redazione sarebbe andata così: gli agenti avrebbero imposto un blocco, gli antagonisti avrebbero cercato di avanzare, sarebbero partite le cariche e voi avreste urlato allo scandalo. Proprio come avvenuto a Pisa, quando ricordo che il tentativo della celere di non far avanzare il corteo verso un obiettivo sensibile (proprio come sarebbe stata La Stampa) fu trasformato da voi in un indegno esercizio di repressione.

- Questi Pro Pal ve li siete coltivati voi. Quindi ven vi sta.

- Pare che abbiano identificato 36 attivisti del blitz. Bene. Adesso mi aspetto dalla magistratura lo stesso pugno duro (sono stati condannati al carcere) usato con i No Green Pass che attaccarono la CGIL. Perché se quello era un 'attacco alla democrazia', allora lo è anche questo dei Pro Pal.

- Il ragazzino di 16 anni che era stato ammanettato di fronte al liceo Epstein di Torino per resistenza a pubblico ufficiale, e che aveva frignato per quel trattamento, provocando lo sdegno una nime dei radical chic, è stato riconosciuto tra i violenti dell'assalto alla Stampa.

Toc toc, benpensanti: invece di accusare la polizia, la prossima volta chiedetevi se hanno fatto bene oppure no ad ammanettare un signorino che poche settimane dopo ha preso parte a questo ignobile attacco al quotidiano. Patetici.

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