Fra pronostici e scongiuri, è il boom dell'affluenza a dare una prima indicazione sul referendum sulla giustizia: alle 23, il dato era al 45%.
Di seguito i dati Regione per Regione:
- ABRUZZO 46,12;
- BASILICATA 39,88;
- CALABRIA 35,72;
- CAMPANIA 37,64;
- EMILIA-ROMAGNA 53,49;
- FRIULI-VENEZIA GIULIA 48,30;
- LAZIO 47,61;
- LIGURIA 47,26;
- LOMBARDIA 51,55;
- MARCHE 49,35;
- MOLISE 39,15;
- PIEMONTE 49,08;
- PUGLIA 39,00;
- SARDEGNA 37,72;
- SICILIA 35,06;
- TOSCANA 52,48;
- TRENTINO-ALTO ADIGE 40,53;
- UMBRIA 50,23;
- VALLE D'AOSTA 44,13;
- VENETO 50,48.
Ma gli archivi dicono di più: stavolta, la percentuale dei votanti ha superato quella di ogni altro referendum del terzo millennio con urne aperte due giorni. Secondo le stime di Yoodata, il dato finale "dovrebbe attestarsi fra il 60 e il 65 per cento", mentre per lo studio Garrone sarà fra il 52% e il 57%. Nei comitati e nelle stanze dei partiti c'è chi ha cominciato a fare i conti. Per esempio: finché sono stati disponibili, con alta affluenza i sondaggi indicavano un tendenziale vantaggio dei "Sì". Sul podio delle regioni con più partecipazione alle urne, però, ci sono l'Emilia Romagna (46,3%) e la Toscana (44,7%), storicamente "rosse" e quindi associate al "No". In mezzo a loro, la Lombardia (45%), guidata dal centrodestra. Il senatore della Lega Claudio Borghi ha avvertito: "Non farsi fuorviare dai sondaggi che girano. Sono fatti con metodi che nemmeno il pendolino di Mosca... quindi non crediate che sia fatta".
Per i sondaggisti di Youtrend la partita è "ancora imprevedibile: le province tradizionalmente di centrosinistra guidano l'affluenza assoluta, ma quelle più orientate verso il centrodestra registrano il recupero più forte rispetto al 2025". Le province con il maggiore balzo in avanti - secondo Youtrend - sono tutte nel Nord Est e in Lombardia: Verona (+30,4), Brescia (+30,1), Treviso (+29,3), Cremona (+29,2) e Vicenza (+29,1). Una considerazione è però condivisa: con un'affluenza così alta, non si potranno sminuire le conseguenze politiche del voto: da una parte, una bocciatura o un rafforzamento del governo. E dall'altra un faro di vittoria per le prossime politiche o un macigno sulla strada del campo largo. La giornata di attesa è stata scandita dalle foto sui social dei politici alle urne e da qualche polemica nei seggi elettorali.
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha votato all'una a Palermo. Hanno già fatto il loro dovere di elettori anche i leader di partito: il vicepremier e segretario della Lega Matteo Salvini a Roma in serata, di ritorno dal funerale di Umberto Bossi a Pontida. L'altro vicepremier e segretario di Fi Antonio Tajani a Fiuggi nel pomeriggio, mentre la presidente del consiglio Giorgia Meloni voterà poche ore prima della chiusura dei seggi. La segretaria del Pd Elly Schlein e il presidente del M5s Giuseppe Conte si sono presentati al seggio in mattinata a Roma. In qualche post, i politici hanno lambito il confine del silenzio elettorale. Lo ha fatto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, che ha pubblicato una sua foto al seggio con scritto: "Sì, ho votato". Idem il responsabile organizzazione di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli: "Avete votato? Io sì". Marina Berlusconi ha votato a Milano, nel primo pomeriggio: "È un'occasione che non possiamo farci sfuggire - ha detto - la dedica è agli italiani, sperando che prevalga il Sì per un'Italia civile democratica e moderna". Qualche immancabile polemica qua e là. A Garlasco, in provincia di Pavia, "la notte prima del silenzio elettorale - hanno denunciato Pd, M5s, Avs e i comitato per il No - sono stati strappati tutti i manifesti del No. Un vergognoso episodio".
Mentre il segretario campano di Forza Italia, Fulvio Martusciello, ha annunciato un esposto perché a Napoli sarebbero stati usati "pulmini del Comune per i disabili per portare la gente a votare No al referendum" come dimostrerebbe "un video in cui l'assessore alle Politiche sociali della Terza Municipalità, Teresa Esposito, racconta di stare utilizzando quei mezzi per accompagnare cittadini al voto". Il M5s ha invece parlato di "propaganda illegale nei seggi umbri, dove i rappresentanti di lista di FdI espongono distintivi con chiara indicazione di voto per il Sì".
Mentre il senatore di Iv, Ivan Scalfarotto, ha annotato un segno di progresso: "Nei seggi abbiamo visto per la prima volta gli elettori non più divisi tra maschi e femmine ma secondo l'ordine alfabetico. Può sembrare una piccola novità, è un grande gesto di civiltà". L'elettrice probabilmente più anziana è di Cascina, nel Pisano: la signora Valli Morganti, di anni 104.