Alemanno presenta il piano: «Così Roma uscirà dalla crisi»

RomaNon ha tempo né voglia di guardarsi indietro e di enumerare i risultati fin qui ottenuti. Nel presentare il suo programma elettorale e le liste che compongono la coalizione che si riconosce nella sua candidatura a prossimo sindaco, Gianni Alemanno passa subito a elencare gli obiettivi primari. Ambiziosi, certo, ma realizzabili. E decisamente connotati dalla cultura del fare.
Prima di ogni cosa, il sindaco ci tiene a confessare un obiettivo importante: «Roma sarà la prima città italiana a uscire dalla crisi economica e sociale». Uno slogan efficace dal punto di vista comunicativo che, però, non si riduce a un uso accorto delle parole. Ed ecco i numeri arrivare a sostenere il ragionamento: «Grazie agli ultimi decreti attuativi che rendono operativa la legge su Roma Capitale e che impediranno nel prossimo futuro il miope ostruzionismo delle opposizioni - spiega il sindaco - potremo finalmente dare una forte spinta agli investimenti privati, previsti in circa 4,7 miliardi per i prossimi cinque anni». Secondo i calcoli del Campidoglio queste risorse produrranno qualcosa come 60mila nuovi posti di lavoro per infrastrutture, trasporti, riqualificazione urbana e grandi opere. E per avviare questa operazione serve sbloccare già nei primi 100 giorni le 106 delibere urbanistiche ferme in Consiglio comunale. Per ottenere questo deve anche essere adeguata la legge sull'edilizia urbana, ferma al 1934. Come ricorda il candidato vicesindaco Luciano Ciocchetti (Udc). «La sinistra ripete come un mantra che vogliamo il “sacco di Roma” - spiega Ciocchetti -, in verità non vogliamo coprire un solo metro cubo in più del già costruito. Semmai avere una normativa più snella che consenta di ricostruire edifici vecchi, abbandonati o inadeguati. Proprio come le grandi metropoli degne di questo nome che si rinnovano pur mantenendo le loro specificità».
Una normativa più snella vuole anche dire un'amministrazione più efficace e veloce nel risolvere i problemi del cittadino, aggiunge il sindaco. Che annuncia la creazione di una commissione di saggi per la semplificazione amministrativa. Un altro cruccio dell'amministrazione Alemanno è quello di proseguire il percorso verso una maggiore trasparenza del lavoro amministrativo. A tal fine sarà insediata un'altra commissione di saggi (esterni ovviamente al mondo politico della maggioranza) che valuti i curricula di chi viene indicato come possibile titolare di una di quelle cariche a nomina diretta. «Un osservatorio di tecnici esterni - aggiunge il sindaco - valuterà i lavori pubblici e gli sviluppi dell'urbanistica».
Ma il lavoro del nuovo governo capitolino è per così dire già iniziato. La giunta in carica ha appena votato il passaggio delle competenze delle gestioni dei tributi da Equitalia a Aequa Roma (società del Comune) che gestirà - sono parole del sindaco - con maggiore umanità ma nel rispetto del diritto la riscossione dei crediti fiscali. Prima ancora che Palazzo Chigi stabilisca cosa fare dell'Imu sulla prima casa, il Campidoglio ha già esonerato 376mila famiglie romane dal pagare l'imposta grazie al cosiddetto «quoziente familiare».
Sul piano prettamente politico Alemanno mostra ottimismo ricordando che, a differenza del 2008, la sua coalizione è cresciuta sia al centro che a destra e che i sondaggi, come già scritto ieri, mostrano una costante crescita del Pdl.

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