Alfano chiude a Fini: niente Monti bis

Per il Pdl il Monti bis non è nelle cose. Il segretario: "Non abbiamo niente a che fare con Bersani e con Vendola". Il partito potrebbe decidere di cambiare nome e simbolo

Alfano chiude a Fini: niente Monti bis

Angelino Alfano non usa mezzi termini: "Oggi Fini dice che se Alfano si schiera per il Monti bis, siamo pronti a fare un accordo. Noi stiamo facendo le primarie per la premiership, quindi l’ipotesi di un Monti bis non esiste". Ospite del programma tv "In mezz’ora" il segretario del Pdl replica alle parole di Fini, prendendo le distanze in modo inequivocabile dal presidente della Camera: "Siccome sono stato sempre attento ai commenti di amici e follower su twitter, i commenti su una sola apertura a Fini mi hanno definitivamente convinto: la storia di Fini con l’elettorato di centrodestra è chiusa".

Il Monti bis, spiega Alfano, non è nelle cose e "non perché non abbia rispetto per Monti, ma perché non abbiamo niente a che fare con Bersani e con Vendola: noi siamo centrodestra, loro sono sinistra". "Questo governo - insiste preparando sapientemente una battuta a effetto - non avrà una fotocopia, è un pezzo unico, diventerà come il Gronchi rosa". Quindi, secondo Alfano, quello di Fini "è un gioco tutto strumentale".

"Se noi non torneremo forti nessuno vorraà allearsi con noi, se torneremo forti gli altri faranno a gara per allearsi con noi. Il mio scopo - prosegue Alfano - è far rialzare il centrodestra italiano, rimetterlo in cammino e portarlo al successo. Se non ci sarà un centrodestra forte ne pagherà dazio la democrazia".

Poi Alfano anticipa che "il Pdl potrebbe decidere di cambiare nome e simbolo in queste primarie per aprire una fase nuova". E torna a ribadire l'importanza delle primarie: "Con le primarie noi stiamo facendo la scelta giusta. Non è il capriccio del sottoscritto ma riconosciuta anche dal presidente Berlusconi in tanti passaggi pubblici. Tanti anni fa non ci sarebbe stato Barack Obama se non ci fossero stare le primarie, l’apparato avrebbe scelto la Clinton. Il metodo delle primarie è il migliore per scegliere la soluzione migliore".

Sul sistema elettorale il segretario del Pdl non ha dubbi: "Se Bersani e Vendola prendono il 35%, non possono arrivare al 55. Bisogna avere un premio ragionevole, ne discuteranno i tecnici". Alfano comunque si dice fiducioso sulla possibilità di un accordo: La sera dello scrutinio si deve sapere chi ha vinto e i cittadini devono scegliere il proprio deputato e il proprio senatore". E come valutare parole di Bersani? "Un modo indiretto di tenersi il Porcellum".

"Marina Berlusconi è donna di tenace concetto, per parafrasare Sciascia. Ha dimostrato uno straordinario talento imprenditoriale", sottolinea Alfano sbilanciandosin su eventuali
ambizioni politiche della figlia maggiore del Cavaliere: "Che lei abbia questa ambizione non lo so e lei l’ha sempre negato".

Alfano respinge le critiche di chi afferma che le primarie del Pdl non sono come quelle del centrosinistra, ovvero di coalizione, ma di partito. "Neanche a sinistra vedo folla - replica il segretario del Pdl -. La loro coalizione è fatta da Bersani e da Vendola, da Pd e Sel che è frutto di una scissione. È il vecchio Pci o Pds".

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