Alfano trema per i sondaggi e fa la voce grossa

Il leader di Ncd attacca Forza Italia perché teme di non superare il 4%

Alfano trema per i sondaggi e fa la voce grossa

Roma - «L'ultimatum di Forza Italia è un film già visto. L'incontro Berlusconi-Renzi non è certo una priorità per il Paese. Qui la gente soffre e ha necessità di avere risposte concrete. Di tutte le scene, le liturgie, gli aspetti cinematografici magari si occuperanno i diretti interessati ma non certo i cittadini che sperano che le cose vadano meglio».

Angelino Alfano, a meno di 50 giorni dalle Europee, alza i toni e prova a tornare a rivendicare la diversità di Ncd rispetto a Forza Italia. Una battaglia di posizionamento e di identità, legata anche al tentativo di ribaltare l'inerzia di un dibattito sempre più concentrato sulla contrapposizione classica Renzi-Berlusconi, circostanza che inevitabilmente relega ai margini le forze minori. La scelta di partire all'attacco del partito nelle cui liste deputati e senatori di Ncd sono stati eletti implica, però, un rischio-boomerang visto che l'attacco frontale alla formazione dello storico leader del centrodestra (oltretutto nel momento più difficile della sua storia politica) storicamente non determina mai un travaso di consensi. Non è un caso che subito dopo Alfano stemperi, augurando a Berlusconi «tutto il bene possibile» e puntando il dito piuttosto contro «i suoi cattivi consiglieri».

Dentro Ncd, in realtà, la preoccupazione per sondaggi che non decollano nonostante l'accordo paracadute con Udc e Popolari è palpabile. Il primo timore è che la somma delle percentuali dei vari partiti non dia il totale sperato. Una paura controllata perché fallire la soglia del 4% mettendo insieme tre forze politiche che possono vantare bacini sicuri di consenso in Lombardia, Calabria, Lazio e Sicilia appare ipotesi lontana. La seconda incognita è legata alla polarizzazione del voto nell'ultimo mese di campagna elettorale. Certo, si ragiona in Ncd, non c'è Berlusconi a fare la campagna elettorale. Però uno spostamento dei consensi a ridosso del traguardo da parte degli elettori è da mettere in conto. Qualche problema si registra anche sul territorio. In Veneto il ritorno dei due fratelli Massimo e Alberto Giorgetti in Forza Italia non è passato inosservato. In Piemonte ieri Claudia Porchietto, assessore nella giunta Cota, ha lasciato Ncd per Forza Italia, insieme a una pattuglia di amministratori a lei fedeli. Così come qualche contraccolpo si registra in Calabria dopo il caso Gentile e la condanna di Beppe Scopelliti che dovrà, a causa di una norma molto discutibile contenuta nella Severino, lasciare la poltrona di governatore della Calabria, nonostante la sentenza sia soltanto di primo grado.

In questo senso bisognerà vedere quale decisione adotterà il partito in merito alla candidatura alle Europee dello stesso Scopelliti (altrimenti per Ncd scenderà in campo Gianpaolo Chiappetta). Un elemento di conforto è dato, invece, dalla bassa affluenza che dovrebbe favorire il partito alfaniano. Così come la probabile accoppiata di candidati targati Cielle - Maurizio Lupi e Mario Mauro - dovrebbe consentire di fare il pieno di voti dentro il movimento ecclesiale in Lombardia.

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