“Viviamo un frangente storico segnato da pressanti sfide che richiedono risposte e soluzioni quanto più possibile condivise”. Il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, ha aperto così i lavori della Conferenza europea dei Presidenti di Parlamento
Una conferenza che è tornata a convocarsi a Roma dove si era riunita per la prima volta 50 anni fa e che ha visto circa 60 parlamenti rappresentati. “Penso alla rivoluzione digitale e alle crescenti minacce ibride, all’impatto dell’intelligenza artificiale sul mercato del lavoro, ai conflitti e alle crisi internazionali che incrinano la stabilità e l’ordine globale”, ha aggiunto Fontana che considera questi temi “questioni complesse che impongono l’urgenza di un’azione parlamentare forte e coesa capace di difendere la centralità della persona, i diritti umani e lo Stato di diritto”.
In apertura ci sono stati anche gli interventi del Presidente del Senato Ignazio La Russa e della Presidente dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, Petra Bayr. A margine della sessione inaugurale Fontana ha avuto e avrà dieci incontri bilaterali con i vertici di altrettante Assemblee parlamentari. I colloqui con: Numan Kurtulmus (Turchia), Ruslan Stefancuk (Ucraina), Ágnes Forsthoffer (Ungheria), Juozas Olekas (Lituania), Lauri Hussar (Estonia), Igor Grosu (Moldova), Mihaela Dotsova (Bulgaria), Amir Ohana (Israele), Annita Demetriou (Cipro) e Shalva Papuashvili (Georgia).
Incontri nei quali sono stati affrontati vari temi, come il quadro internazionale e le principali crisi in corso, il rafforzamento del dialogo e della cooperazione tra le Assemblee parlamentari, le relazioni interparlamentari e la valorizzazione del ruolo delle Assemblee. Infine, vi sono stati approfondimenti sulle minacce ibride, sull’impatto dell’intelligenza artificiale, sulla pace e sulla diplomazia.
