"Cinque donne ai vertici delle partecipate". Ma Delrio smonta l'ultima trovata di Renzi

Ancora in alto mare il capitolo del rinnovo dei board delle aziende pubbliche: no a inquisiti e condannati

"Cinque donne ai vertici delle partecipate". Ma Delrio smonta l'ultima trovata di Renzi

RomaIl valzer delle poltrone prevede passi più complicati del previsto per il giovane Matteo Renzi. La sicumera iniziale con il passare delle ore si trasforma sempre più in una torbida impasse. Prova ne è che alle due società di head hunter (cacciatori di teste) ingaggiate dal Tesoro - Spencer Stuart e Korn Ferry - se ne sono aggiunte due altre selezionate dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio: Key2people e Management Search. I big di Egon Zehnder, invece, avrebbero declinato l'invito in quanto il team di selezione del personale è già troppo nutrito.

Il fatto che il premier abbia ancora bisogno di schiarirsi le idee è confermato indirettamente anche dal sito Dagospia che ieri riferiva di una nuova trovata pubblicitaria: cinque presidenti donna per le principali società con consiglio in scadenza (Eni, Enel, Terna, Finmeccanica e Poste). Delrio sarebbe riuscito a ricondurre Matteo Renzi a più miti consigli, ma il proposito di rivoluzionare i board anche grazie al soccorso «giudiziario» (i rinvii a giudizio saranno fattore di incandidabilità) non viene per questo meno. Lo dimostra il caso di Antonella Manzione, l'ex capo dei vigili urbani di Firenze bocciata dalla Corte dei Conti come nuovo direttore del legislativo di Palazzo Chigi. Il presidente non intende accettare il verdetto e certamente riproporrà la nomina.

Il medesimo orientamento sarà tenuto con le partecipate dal Tesoro. Il caso meno problematico è Finmeccanica: il presidente Gianni De Gennaro sarà confermato, mentre per il ruolo di ad resta in corsa Giuseppe Giordo di Alenia anche se non è esclusa la ricandidatura di Alessandro Pansa. Perde quota la nomina di Francesco Perfetti, capo della joint venture nella missilistica Mbda. Nel board dovrebbe sedere anche l'ammiraglio Giampaolo Di Paola, ex ministro della Difesa, visto che è scaduto il termine di 12 mesi dalla fine del mandato.

Il rebus Eni non è stato ancora sciolto. È probabile che per la presidenza ci si possa affidare a un «politico» come il numero uno del Dis, Giampiero Massolo. Per il ruolo di amministratore delegato è un testa a testa tra Stefano Cao e Claudio Descalzi. All'Enel resta sempre possibile il passaggio di Fulvio Conti alla presidenza con la promozione di Francesco Starace (in corsa anche per Terna) ad amministratore delegato. Salgono le quotazioni di Aldo Chiarini numero uno per l'Italia di Gdf Suez. Alle Poste il ballottaggio è tra Monica Mondardini (Cir) e Francesco Caio.

L'elenco dei candidati dovrebbe essere stilato entro stasera. L'ipotesi di un ritorno repentino del ministro Padoan dal G20 rafforza questa ipotesi anche se non è escluso che si possa approfittare del fine settimana per altre consultazioni «politiche» (ieri Renzi ha visto Alfano, Lupi e Casini).

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