Come ampiamente annunciato, davanti a Montecitorio si sono radunate alcune centinaia di persone per protestare contro il ddl Antisemitismo. L’hanno definito un “presidio maratona” in occasione della discussione del provvedimento in Commissione Affari Costituzionali alla Camera. “Una vera e propria ‘norma-bavaglio’ che, basata sulla definizione IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance), equipara ad antisemitismo le critiche verso le politiche del Governo d’Israele, e i suoi sostenitori, reprimendo così ulteriormente il diritto al dissenso, la libertà d’espressione e d’informazione”, accusano dalla Rete #NoBavaglio che ha organizzato la manifestazione.
Sono 250 le sigle aderenti, tutte posizionate a sinistra, insieme al Campo largo. Ci sono stati momenti di tensione tra gli stessi manifestanti quando è stato esposto il vessillo di Hezbollah: qualcuno ha provato a toglierlo, altri lo hanno difeso. Alla fine, in una parte di piazza davanti al parlamento italiano, sventolano bandiere di Hezbollah, di Hamas e del Fronte popolare della liberazione della Palestina. A supportare la manifestazione c’è anche il M5s, per voce di Riccardo Ricciardi, capogruppo alla Camera, secondo il quale “questo ddl è una operazione politica-mediatica per condannare le piazze per Gaza e tutte le persone che hanno protestato e protestano contro il governo terrorista di Israele. Si vogliono censurare le giuste critiche a chi, proprio ieri in Libano, ha ammazzato due neonati. Noi a questa operazione non ci stiamo”.
“Nessun bavaglio, nessuna censura, nessuna repressione. Il Ddl 1004 contro l’antisemitismo non prevede norme liberticide, né poteri di denuncia, pena o sanzione. Si può dissentire da una proposta di legge, ma manomettere i fatti è inaccettabile, tanto più se a farlo sono professionisti dell’informazione”, ha dichiarato la presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Livia Ottolenghi. Additare il Ddl “come un attentato alla libertà di stampa, di opinione e di critica legittima a qualsiasi governo - quello di Israele compreso - è un’autentica fake news”, ha proseguito, sottolineando che, a suo avvico, “gli organizzatori del presidio odierno contro il Ddl intendono piuttosto stravolgerne i contenuti e gli intenti, che, ripeto per l’ennesima volta, hanno come unico obiettivo quello di contrastare il fenomeno dell’antisemitismo, le cui manifestazioni nella vita reale, oltre che sui social, hanno raggiunto picchi mai registrati prima, sin dai tempi della Seconda Guerra Mondiale”. Il direttore del Museo della Brigata ebraica di Milano, Davide Romano, è intervenuto sulla mobilitazione chiedendo ai manifestanti dove fossero “negli ultimi tre anni quando siamo stati continuamente attaccati? È la domanda che rivolgo alle oltre 250 sigle che scendono in piazza oggi”.
Maurizio Gasparri ha condiviso le parole di Ottolenghi, ricordando che “gli episodi di antisemitismo si moltiplicano e dal Parlamento italiano deve venire un segnare chiaro e netto. Non ci sono inasprimenti di sanzioni penali. La normativa contiene principi e direttive chiare ed utili per ribadire l’orrore” dell’antisemitismo. “È molto grave e molto triste che mentre la Camera lavora su questo in piazza Montecitorio si tenga una manifestazione ostile alla legge. Non stupisce che vi partecipino i boicottatori e gli odiatori di Israele e altre sigle più o meno esplicitamente antisemite. È sconcertante invece che al loro fianco vi siano i Giovani del Partito Democratico - mentre Elly Schlein al Parlamento Europeo firmò e votò a favore della definizione IHRA - ed è grave che vi partecipino associazioni partigiane”, ha dichiarato Andrea Orsini, deputato e membro della Segreteria Nazionale di Forza Italia.
