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Braccianti bruciati vivi, Meloni: "Orribile, l'Italia non arretra davanti alla violenza e alla barbarie"

"Fondamentale fare piena luce e assicurare i responsabili alla giustizia", ha detto la premier. Il questore di Cosenza: "Crudeltà inenarrabile". Come si sono svolte le indagini

Braccianti bruciati vivi, Meloni: "Orribile, l'Italia non arretra davanti alla violenza e alla barbarie"
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La morte dei quattro braccianti bruciati vivi in Calabria ha molto colpito l'opinione pubblica. Comprese le istituzioni. "L'orribile omicidio dei quattro braccianti in Calabria ha sconvolto tutti noi - scrive su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni -. La notizia dei primi fermi, resi possibili anche grazie agli elementi prontamente raccolti dagli investigatori attraverso il sistema di videosorveglianza dell'area in cui si sono svolti i fatti, rappresenta un passo importante verso l'accertamento della verità e delle responsabilità. Il mio pensiero va alle vittime e ai loro familiari. L'Italia non arretra davanti alla violenza e alla barbarie: è fondamentale fare piena luce su questo terribile crimine e assicurare tutti i responsabili alla giustizia".

Il questore di Cosenza

"L'evento è stato di una crudeltà inenarrabile, un fatto di assolutamente disumano", ha detto il questore di Cosenza, Antonio Borelli, incontrando i giornalisti insieme al procuratore di Castrovillari Alessandro D'Alessio. "Il fatto di aver dato una risposta in poco più di tre ore significa che eravamo presenti sul territorio e che, soprattutto, siamo riusciti non solo ad identificare gli indagati, anche grazie ai filmati, ma a rintracciarli nelle loro abitazioni e ad assicurarli alla giustizia. Questa - ha aggiunto - è una soddisfazione davanti a una tristezza incredibile. Perché quei quattro ragazzi, per come sono morti, hanno creato in noi un vero e proprio choc. I due fermati sono in Italia da diversi anni, uno dal 2018 e l'altro dal 2022".

Le indagini

Il capo della Squadra mobile di Cosenza, Gianni Albano, ha poi ricostruito i passaggi dell'indagine escludendo che vi siano elementi di altri complici. "Abbiamo iniziato - ha detto - dalle immagini del sistema di video sorveglianza con la collaborazione del gestore e titolare della pompa di benzina. Abbiamo verificato che c'era una macchina che si era fermata poi raggiunta da un'altra utilitaria dalla quale è scesa una persona che si è presentata agli altri. Questo era un carabiniere forestale che ha notato due persone avanti e cinque dietro che si era avvicinato dopo avere notato che dalla vettura venivano gettati dei sacchetti per strada. Poi si verifica quello che si vede nelle immagini". "Uno degli indagati - ha raccontato Albano - rompe una maniglia dell'auto dall'interno e questo fa sì che non si apra. Il conducente scende e apre il cofano. Non è chiaro se la benzina fosse già all'interno dell'auto o l'ha messa dal distributore. L'altro prima di scendere rompe la maniglia per evitare l'apertura delle porte. Le vittime cercano di uscire davanti ma non riescono. L'unico che si salva ci riesce perché scende dal cofano e scappa". "Non abbiamo elementi - ha aggiunto - di altri complici e riteniamo che l'omicidio fosse premeditato".

Il presidente della Regione Calabria

Il Consiglio regionale della Calabria, nella seduta in programma lunedì 8 giugno, discuterà di caporalato e sfruttamento. Lo annuncia il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto. "Dando seguito alla giusta sollecitazione dei sindacati - afferma - ho sentito il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Salvatore Cirillo. Alla luce della drammatica vicenda dei quattro braccianti uccisi in modo atroce nei pressi di Amendolara, nel cosentino, ho chiesto al presidente Cirillo, che ha condiviso immediatamente questa esigenza, di anticipare la convocazione del Consiglio regionale già prevista per lunedì 8 giugno a Palazzo Campanella, inserendo all'ordine del giorno una discussione sul caporalato, sullo sfruttamento del lavoro e sulla condizione dei migranti". "Ritengo doveroso - conclude Occhiuto - che, in un momento così doloroso e sconvolgente per la nostra comunità, l'assemblea legislativa della Calabria dedichi una sessione specifica a questi temi".

Distributore di Amendolara, braccianti bruciati vivi

Mazzi di fori nell'area di servizio

Due mazzi di fiori sono stati deposti nella stazione di servizio di Amendolara, al chilometro 395 della Strada statale 106 Jonica, in ricordo dei quattro braccianti uccisi due giorni fa.

All'interno dell'area posta sotto sequestro, delimitata dai sigilli, i resti della pompa di benzina andata in fiamme e una grande macchia scura, sull'asfalto, dove è stato appiccato il fuoco al mezzo in cui sono morti i braccianti.

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