Ma Salvini ha diritto o no di assistere a un concerto in ricordo di Fabrizio de Andrè?
Dori Ghezzi, che è stata sua moglie, che è stata anche lei una cantante di successo tra gli anni sessanta e gli anni settanta, non ha dubbi. Certo che ha diritto. Come tutti. E per questo domenica scorsa, quando durante un evento all’Agnata - la storica tenuta di De Andrè e di Ghezzi in Gallura -, una ragazza si è alzata, si è avvicinata al palco e ha contestato sia Diodato, il cantautore che stava tenendo il concerto, sia Dori Ghezzi, sostenendo che bisognasse cacciare il leader della Lega, Lei, Dori, si è alzata e invece di cacciare Salvini ha cacciato la ragazza. È andata sul palco, ha preso il microfono e ha spiegato a tutti chi era De Andrè, e anche cosa pensava.
Signora Ghezzi, esattamente cosa è successo?
«Questa ragazza credo che fosse lì solo per contestare. Ha fatto i complimenti a Diodato e poi ha detto che c’era in platea una persona che non doveva stare lì, e siccome stava lì allora lei andava via. È a quel punto che sono salita io sul palco».
Per dire cosa?
«Ma quello che pensavo fosse evidente a tutti. Sapete qual è la funzione della musica nella società? Quella di unire, non certo quella di separare. Tutte le arti sono fatte per unire, la musica di più. E nella musica, se c’è un artista che più di tutti gli altri tendeva a unire le persone e i pensieri, quello era Fabrizio».
Ma secondo lei perché la ragazza ha interrotto il concerto?
«Ha interrotto Diodato mentre stava cantando. E stava cantando divinamente. Già questo è un gesto assurdo, offensivo. Sono convinta che a quella ragazza non gliene fregasse niente del concerto, era lì per altri motivi».
Sapeva che al concerto c’era Salvini?
«Non lo so se lo sapesse. È probabile. È da diversi anni che Salvini frequenta l’Agnata. Da quando ha scoperto questo posto».
Del resto della passione di Salvini per la musica di De Andrè si sapeva da tempo.
«Ma certo. Salvini ha sempre amato De Andrè. Io lo ho conosciuto 25 anni fa, quando nacque la Fondazione intestata a Fabrizio. Lui venne a trovarci. Era poco più di un ragazzo, non era ancora di sicuro il capo della Lega né l’uomo di governo».
Avete parlato spesso di De Andrè con Salvini?
«Ma certo. Lui è un cultore, lui conosce tutte le canzoni di Fabrizio».
Tutte?
«Sì, sì, proprio tutte, parola per parola. Quella ragazza che lo contestava non credo che conosca Fabrizio così bene. Sul momento non ci ho pensato, ma avrei voluto dirle: Allora, su, fammi sentire: canta tu una canzone di Faber»
Salvini ha diritto a partecipare a questi eventi.
«Ma certo che ha diritto. Del resto tutti hanno diritto. Non ci sono selezioni, non ci sono esami di ammissione. Lo ha detto anche Diodato, dal palco. Ha detto: e che diritto avrei io di cacciare qualcuno dal mio concerto?».
Però nelle polemiche che sono seguite a questo episodio qualcuno ha detto che De Andrè avrebbe cacciato Salvini
«È una follia pensare una cosa del genere. È una offesa a Fabrizio. Una umiliazione per Fabrizio. Cacciare qualcuno da un suo concerto è un’idea che lui avrebbe aborrito».
Salvini ha detto la politica è una cosa la musica un’altra
«Ma certo, ha ragione. Poi scherzando puoi chiedergli: Matteo ma allora perché ti comporti così se ami le canzoni di De Andrè? Certo che puoi. Io glielo ho chiesto tante volte».
Quale è stata la reazione del pubblico all’uscita della ragazza? Dicono che ci siano stati degli applausi
«Macché. Forse all’inizio qualcuno avrà pensato di essere d’accordo. Ma dopo che avevamo parlato io e Diodato erano tutti convinti. Dicevano: via, via».
Via via?
«Si ma alla ragazza non a Salvini».
Lei ha detto: sono una donna di sinistra ma a me piace dialogare con le persone di destra.
«Certo. Così ci si incontra. Sennò ci sono le guerre. Viviamo in un paese democratico e c’è l’alternanza. Proprio per questo voglio il dialogo. Voglio essere rispettata da tutti, dalla sinistra e dalla destra e perciò rispetto tutti».
Salvini le ha detto qualcosa dopo l’incidente?
«Non c’era niente da dire, ci conosciamo da anni».
C’erano altri politici in sala?
«Sì, certamente. Ho visto Giorgio Gori e Luigi Manconi, ma ce n’erano altri».
È morto qualche giorno fa Guccini e anche lì ci sono state polemiche su se potesse piacere anche alla destra
«Polemiche assurde. Certo che può piacere alla destra».
È sbagliato politicizzare la musica?
«Figurati, Fabrizio è stato il primo a parlare di politica nelle sue canzoni. Ma parlare di politica è una cosa, discriminare a scopi politici è una cosa molto diversa».
Qual’era la visione politica di De Andrè? C’era un politico che apprezzava?
«Lui era anarchico, però votava. Lui sceglieva la persona da votare, non il partito. E non era importante se fosse di destra o di sinistra».
C’era una persona di destra che gli piaceva?
«Ricordo che una volta avevamo deciso di votare un signore, che era il capo della forestale, per le sue doti. Anche se era di destra. Poi non potemmo votarlo perché quelli del partito sardo d’azione riuscirono a non farlo candidare».
Lei è sicuramente di sinistra: c’è una figura di destra che stima?
«Sì ma non voglio parlare di questo. Non voglio fare nomi».
