Questa storia “è piena di cose assurde, è quasi inspiegabile all’estero che tutto sia avvenuto tramite il ricatto dell’amicizia, la trappola dell’amicizia”. Roberto Saviano, nella terza puntata dell’inchiesta ‘Ranucci sapeva? Il giallo dentro la confessione di Lavitola’ postata su Youtube, ricostruisce la vicenda che coinvolge il conduttore di Report e il faccendiere Valter Lavitola.
“Un giornalista d’inchiesta vive di relazioni impresentabili: parla con i pentiti, cena con i faccendieri, ascolta gli uomini dei clan. È il mestiere, stare con i peggiori. La fonte non si sceglie mai tra le anime belle, si sceglie tra chi sa le cose. E chi sa le cose, spesso, è fango, è il livello più infame, è compromesso”, spiega lo scrittore di Gomorra. Ma, un attimo dopo, Saviano aggiunge: “Però qui non c’è distanza, non c’è diffidenza, non c’è il sospetto come igiene professionale verso la fonte. Viene raggirato Ranucci e la fonte diventa sua amica”.
Per Saviano, “il veleno vero, secondo la lettura del Gip, che in qualche modo funge da carta moschicida per Ranucci è proprio la politica. L’idea di sé, la fama, i messaggi dei fan girati all’amico”. E aggiunge: “Secondo il Gip, è questa la strategia attraverso cui il faccendiere ha tenuto attaccato a sé Ranucci”. Lo scrittore non ha dubbi: “L’unica cosa che conta nel giornalismo d’inchiesta è essere odiati dal potere e non dovere niente a nessuno”. E non può mancare un attacco indiretto all’esecutivo Meloni su Report, “un programma che il governo di turno vuole smontare è un programma che non ha bisogno di protettori: la sua legittimità è proprio lì, nel fastidio che dà al potere”. Ed è questo “il paradosso struggente di questa storia: Ranucci - dice Saviano - non ha commesso alcun reato ma quella corazza che non avevano bucato le interrogazioni parlamentari, le querele, i tagli, è riuscita a essere violata da un abbraccio. Dalla lusinga, ascoltata anche una volta di troppo”. Lo scrittore poi conclude: “È come se il potere non corrompesse più con le bustarelle, ma iniziasse a corrompere con l’affetto: ti adotta per fregarti. Quello che non erano riusciti a fare con la delegittimazione si ottiene con un abbraccio. Questo è quello che ha fatto Lavitola”.
