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Calabresi, Majorino e sinistra più vera

La buona candidatura di Mario Calabresi è già andata di traverso a Elly Schlein che contava di muovere con più autonomia i fili di un nome scelto per ingannare la buona borghesia ambrosiana

Mario Calabresi durante la 14� edizione della kermesse politica ideata da Matteo Renzi alla ex Stazione Leopolda di Firenze Firenze 03 Ottobre 2026 ANSA/CLAUDIO GIOVANNINI

Tra uno strappo e una ricucitura, il centrodestra naviga più deciso di qualche settimana fa. Dando segnali di buona salute, come dimostra la tre giorni dedicata con buona intuizione all’«Ottimismo della volontà». Relatori di prestigio e buona apertura mentale, una rinascente passione di partito con Fi che si ricompatta in una non solo nostalgica

Azzurra libertà e Matteo Perego di Cremnago che, incassate le illustri investiture di Gabriele Albertini e Letizia Moratti, deve ora reggere il ruolo della lepre. Inevitabili le doppiette della Lega imbracciate da Matteo Salvini e dalla sua vice e aspirante candidata Silvia Sardone che, in un fine settimana più battagliero, hanno manifestato per lo sfratto del centro sociale Lambretta e chiesto le primarie nel centrodestra. Chiamando a raccolta il popolo leghista in attesa del congresso di fine mese. Nulla di tragico, un corretto copione da interpretare per far alzare i giri del motore prima di una campagna elettorale che, chiunque sia il candidato, dovrà vedere un centrodestra pronto a intercettare lo scontento di cittadini e categorie per una Milano più dolori che gioie. Cominciando a convincersi, come qualche sondaggio fa sospettare, che l’impresa non sia poi così impossibile. Perché la buona candidatura di Mario Calabresi è già andata di traverso a Elly Schlein che contava di muovere con più autonomia i fili di un nome scelto per ingannare la buona borghesia ambrosiana. E mascherare un Pd, il cui uomo forte in città è quel Pierfrancesco Majorino che vuole correre e per non far dimenticare il vero pedigree, sabato era con l’occupatrice professionista Ilaria Salis a difendere quei bravi ragazzi del Lambretta. Giusto così, per una sinistra davvero di sinistra. Se lo ricordino gli elettori.