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"Ha avuto il coraggio di lasciare per non rinunciare ai propri valori", "Di che deriva parla?": le reazioni alla mossa di Pina Picierno

I fuoriusciti dal Pd fanno a gara per tirare dentro Picierno che, per il momento, ha aderito a Renew Europe (a cui è affiliata Azione) e al Partito democratico europeo

"Ha avuto il coraggio di lasciare per non rinunciare ai propri valori", "Di che deriva parla?": le reazioni alla mossa di Pina Picierno
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L’uscita di Pina Picierno dal Pd era nell’aria ormai da tempo: le posizioni del vicepresidente del Parlamento europeo si sono fatte sempre più inconciliabili con la linea impressa da Elly Schlein al partito. Dal suo arrivo, infatti, il Partito democratico si è schiacciato sempre più a sinistra, perdendo quello slancio riformista e progressista che ne aveva caratterizzato l’ascesa per alcuni anni. I tentativi di fare coalizione con M5s e Avs per mere ragioni elettorali allo scopo di superare la coalizione di centrodestra ha fatto sì che in molti non si trovino più nel nuovo corso, con conseguente uscita. E tra questi c’è anche un peso massimo come Picierno.

“Pina Picierno ha avuto il coraggio di lasciare il Pd per non rinunciare ai propri valori. In questo momento della storia l'europeismo non può essere un tratto retorico così come la politica estera - Ucraina in primis - non può essere oggetto di negoziati con i populisti filorussi”, ha dichiarato Carlo Calenda, segretario di Azione, che tra le possibili opzioni di “caduta” è la più probabile per storia e per identità, anche se non si esclude un cambiamento radicale di barricata. “Spero che potremo lavorare insieme per costruire un'alternativa europeista, liberale e riformatrice al bipopulismo”, ha concluso Calenda. Quel che è certo è che, in Europa, Picierno si unirà al gruppo Renew Europe, a cui è affiliato il partito di Calenda, uscendo definitivamente dai Socialisti ed entrando nel Partito democratico europeo. “Ha avuto il merito di affermare una verità che molti vedono e pochi hanno il coraggio di dire. Non si può essere europeisti a giorni alterni, atlantisti a convenienza o riformisti solo a parole. Abbiamo il dovere costruire una grande forza europea di governo, che unisca riformisti, liberali, democratici ed ecologisti pragmatici, per rispondere in modo credibile alle sfide del nostro tempo”, ha dichiarato Sandro Gozi, eurodeputato di Renew Europe e segretario generale del Partito Democratico europeo.

Anche il segretario del Partito Liberaldemocratico, il deputato Luigi Marattin, vorrebbe Picierno al suo fianco: “Ci siamo passati in tanti. Tanta stima per Pina Picierno, persona coraggiosa e con le idee giuste (e il coraggio necessario). Se vorrà rimanere nell'alveo del centrosinistra, tanti auguri sinceri e buona fortuna. Se invece vorrà costruire al di fuori delle due coalizioni, la disponibilità mia e del Partito Liberaldemocratico a costruire insieme, senza egocentrismi e senza imporre leadership a priori”. Anche Andrea Marcucci, ex Pd ora presidente del Pld ha sottolineato il cambiamento del Pd,che “ha un'altra storia rispetto all'atto di fondazione del partito. Gli attacchi, spesso violenti e ingenerosi dei militanti contro la vicepresidente del Parlamento Europeo, il contemporaneo silenzio dei vertici, della segretaria Elly Schlein, ci racconta che la natura di quel partito ha preso una direzione lontana dal riformismo”.

"Sono rimasta sorpresa, dispiaciuta, molto dispiaciuta perché con Pina Picierno siamo state qua in Parlamento insieme per tanti anni, per cui... Ora, francamente, prima di parlarne alla radio vorrei incontrarla, vorrei parlarle, vorrei capire meglio anche da lei, insomma, quando ci sono anche rapporti personali", le parole di Irene Tinagli, eurodeputata del Gruppo Socialisti del Partito Democratico, a 24 Mattino su Radio 24. "Francamente preferisco andare prima per il canale personale piuttosto che quello pubblico, se non dire che sono molto, molto dispiaciuta.

Non ho capito bene che tipo di deriva perché, per quanto riguarda la politica estera, la posizione sull'Ucraina e sulla Russia, il PD, anche nelle votazioni nel Parlamento europeo, è sempre stato molto chiaro, la linea che abbiamo sempre avuto tutti insieme. Evidentemente ci sono anche altri aspetti e quindi penso che sia comunque importante parlarne", ha aggiunto.

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